Omicidio Costanza, arrestato il mandante a Messina

Omicidio Costanza, arrestato il mandante a Messina

AMDuemila 19 Gennaio 2021

La Squadra Mobile di Messina, Sezione di contrasto alla Criminalità Organizzata e Catturandi, ha arrestato nella serata di ieri, su richiesta della Dda dello Stretto, Domenico Virga, 58 anni, ritenuto il mandante dell’omicidio di Francesco Costanza avvenuto nel settembre 2001, sulla strada tra San Fratello ed Acquedolci. Virga è considerato un elemento di spicco di Cosa Nostra e, in particolare, del mandamento di San Mauro Castelverde.
Un contributo determinante per le indagini sull’omicidio è arrivato dalle recenti dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia 
Carmelo Barbagiovanni, detto ‘U muzzuni’ ed esponente della famiglia mafiosa ‘dei batanesi’. Barbagiovanni si è accusato dell’omicidio di Costanza che avrebbe commesso insieme a Sergio Costanza, ucciso anche lui nel 2010 nelle campagne di Centuripe, in provincia di Enna.

L’omicidio
Costanza, ritenuto vicino agli ambienti della criminalità organizzata di Mistretta, fu ucciso con colpi di arma da fuoco esplosi con un pistola calibro 7,65 e, successivamente, finito con alcuni colpi di pietra alla testa.
Il movente della eliminazione di Costanza sarebbe nella sua richiesta del pizzo a ditte impegnate in lavori nel comprensorio territoriale ai confini tra le province palermitana e messinese, alcune delle quali riferibili all’imprenditore 
Michele Aiello di Bagheria (Palermo), ritenuto vicinissimo all’ex padrino di Cosa nostra Bernardo Provenzano e già implicato nella vicenda giudiziaria delle talpe in procura a Palermo. Pretese estorsive nonostante fosse già stata effettuata la “messa a posto”. Così, in seguito alle proteste di Aiello, Nino Giuffrè, sensibilizzato da Provenzano, si rivolse al Virga per risolvere la questione il quale, a sua volta, interessò i referenti della famiglia mistrettese. La Squadra Mobile di Messina ha quindi avviato una attività di riscontro, accertando come le dichiarazioni concordino con quelle rese, circa 20 anni prima, dal collaboratore di giustizia Giuffrè, detto “Manuzza”, elemento di assoluto rilievo di Cosa nostra palermitana, già capo mandamento di Caccamo, e, più di recente, da Carmelo Bisognano, uno dei più autorevoli rappresentanti della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto.
In particolare i collaboratori hanno riferito del summit nel quale fu decisa l’eliminazione del Costanza, qualche settimana prima dell’omicidio in un casolare abbandonato a Tusa. Presenti Virga, nipote del boss 
Peppino Farinella per i palermitani, Sebastiano Ramoulla (fratello di Pietro, ‘artificiere’ della strage di Capaci e oggi deceduto) per i mistrettesi, Bisognano per i barcellonesi e Barbagiovanni per i batanesi. Nel corso dell’incontro, fu sentito lo stesso Costanza che diede spiegazioni ritenute non convincenti in merito a somme di danaro da lui trattenute nonostante fossero destinate a compagini mafiose palermitane e richieste a ditte già “protette”. L’incarico dell’omicidio su fu affidato ai batanesi. L’omicidio e’ stato dunque deliberato dai vertici delle famiglie mafiose operanti tra le province di Palermo e Messina per punire uno ‘sgarro’ imperdonabile. Costanzo aveva ‘disturbato’ chi si era già messo in regola con le compagini malavitose per la realizzazione di strade interpoderali a Mistretta.

Fonte:https://www.antimafiaduemila.com/

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