Omicidi e riciclaggio, Roma nel mirino. E’ emergenza nella Capitale ed il Prefetto continua a definirla… “la città più sicura d’Europa”. Il Ministro dell’Interno rimuova quel Prefetto e lo sostituisca immediatamente!

La Provincia parte civile nei processi contro le mafie. L’allarme del procuratore antimafia Grasso: “A rischio le attività commerciali”. Le indagini sull’ultimo agguato: il giallo dello zainetto scomparso

La Provincia di Roma si costituirà parte civile nei processi contro le attività criminose di stampo mafioso (compresa corruzione, racket e usura) che riguardano i comuni del proprio territorio. Lo ha deciso all’unanimità il consiglio provinciale “in risposta – afferma il vicepresidente Sabatino Leonetti – all’esigenza di legalità e sicurezza dei territori”. L’eventuale risarcimento verrà destinato a un fondo a sostegno delle vittime del racket e dell’usura e al sostegno delle realtà associative assegnatarie di immobili confiscati alla criminalità organizzata. Plaude all’iniziativa il presidente Nicola Zingaretti: “Continua la nostra battaglia contro la criminalità per garantire la sicurezza dei cittadini”.

Un’escalation di violenza che sembra inarrestabile è esplosa a Roma. Ma c’è anche un allarme riciclaggio in città, lanciato dal procuratore antimafia Grasso. Ventitré omicidi dall’inizio dell’anno nella capitale, di cui 18, secondo il sindacato di polizia Silp Cgil, sono legati a una faida tra criminali della malavita capitolina. Una guerra esplosa tra piccole bande per accreditarsi come referenti della ‘ndrangheta sul territorio nello spaccio di cocaina. È una delle ipotesi che gli inquirenti stanno prendendo in seria considerazione per tentare di dare un ordine a tutti questi omicidi esplosi da una parte all’altra della città.
L’ultimo omicidio di una lunga serie è avvenuto tre giorni fa a Torrevecchia: Simone Colaneri, 30 anni è stato freddato in strada, in via Pietro Bembo, con otto colpi di revolver. Era uscito dal carcere 10 giorni fa, dopo aver scontato una condanna per spaccio, e nel quartiere aveva cominciato a infastidire diverse persone della mala. Voleva il monopolio della droga nel quartiere. L’ultimo sgarro risale alla sera prima dell’agguato quando, davanti una pizzeria, ha schiaffeggiato e tentato di cavare un occhio al figlio di un grosso pregiudicato della zona. Neanche ventiquattro ore dopo, l’esecuzione, alle tre del pomeriggio, davanti a un gruppo di bambini che giocava a palla. Ed è in quegli sgarbi che ha fatto nella mala di quartiere che gli investigatori della squadra mobile, diretti da Vittorio Rizzi, cercano i killer. C’è però un piccolo giallo da chiarire. Ovvero: ci sono immagini di una telecamera di una pizzeria dove Simone Colaneri è passato prima di essere ucciso che mostrano uno zainetto nero che teneva a tracolla. Quello zainetto non è stato più trovato, forse dunque i suoi killer lo hanno portato via.
Il 5 luglio, in Prati, Flavio Simmi, alle nove del mattino, fu freddato con nove colpi sotto gli occhi della compagna. Due balordi, ancora senza nome, in sella a uno scooter l’hanno colpito a morte e poi sono fuggiti, lasciando un quartiere sotto shock.
Ma non ci sono solo i fatti di sangue a destare preoccupazione. Impressiona soprattutto la fitta rete di rapporti tra il crimine organizzato e i colletti bianchi con l’obiettivo di riciclare denaro sporco. Operazioni subdole delle cosche di insinuarsi nelle maglie dell’economia della città reinvestendo capitali sporchi, provento di spaccio e una luna serie di reati. A lanciare l’allarme il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
“Io non sono uno che ama gettare allarmi – ha dichiarato alle telecamere del Tg Lazio – oltre a quelle che sono le situazioni reali. Certamente a Roma c’è, come in tutte le metropoli, una criminalità alle volte di quartiere o una criminalità che registra degli scontri nella difesa o nell’attacco tra gli interessi criminali delle varie bande, questa è una cosa che può anche esserci. Il problema di Roma invece è negli investimenti che cosche criminali cercano di fare o nelle attività commerciali o imprenditoriali oppure l’apporto di commercialisti o professionisti che viene dato a queste cosche che poi investono non solo a Roma ma anche al nord”.

Federica Angeli e Angela Maria Erba

(Tratto da Repubblica – Roma)

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