Oggi le attivita di investigazione dove sono? Tutti i rapporti,le relazioni parlano della provincia di Latina –e del sud pontino in particolare- come un territorio fortemente infiltrato dalle mafie,come di una loro casa,dove esse possono fare tutto ed il contrario di tutto.Ed allora? I risultati dove sono ? Vedete voi inchieste in corso ? Sapete a Napoli come dicono? Ecco:

Chiacchiere e tabbacchere ‘e ligno, ‘o bbanco ‘e Napule nun s’impegna.

 

 

H24 notizie – Portale indipendente di news dalla provincia di Latina  Provincia di Latina ***intervista***BILANCIO ANNUALE DELLA QUESTURA DI LATINA
***intervista***BILANCIO ANNUALE DELLA QUESTURA DI LATINA
Attualità12 gennaio 2011 – 17:25 di redazione
Il Questore dott. Nicolò D’Angelo ha incontrato questa mattina la stampa locale, a cui ha illustrato le strategie operative ed i risultati conseguiti dalla Polizia di Stato in ambito provinciale nel corso dell’anno 2010. Il Questore ha sottolineato le brillanti operazioni volte a contrastare le cosche camorristiche provenienti dalle regioni limitrofe ed ai numerosi beni sequestrati e confiscati durante l’anno per un valore di diversi milioni di euro, inferto un duro colpo al clan Ciarelli-Di Silvio, colpito duramente anche il portafoglio delle organizzazioni dedite all’usura.
Questo il bilancio completo esposto dagli uffici della Polizia di Stato:
PRIORITA’ E STRATEGIE OPERATIVE
CONTRASTO AL CRIMINE ORGANIZZATO – MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI
L’attività della Polizia di Stato della provincia di Latina nel 2010 si è caratterizzata nel prosieguo dell’impegno profuso sul fronte investigativo, avendo il Questore D’Angelo inteso imprimere un ulteriore costante  impulso alle articolazioni specialistiche tese a monitorare le aree della provincia a più intenso rischio di penetrazione della criminalità organizzata.
In particolare la Sezione Criminalità Organizzata, ha da tempo avviato un’intensa attività di investigazione in ambito provinciale di contrasto all’infiltrazione di sodalizi di stampo mafioso – anche coordinando le attività d’indagine in provincia attivate dai 5 Commissariati di P.S. distaccati – reagendo inoltre, con risultati di tutto rispetto, all’acuirsi delle attività criminali poste in essere da radicati sodalizi di famiglie di origine Rom ormai stanziali, anche nel delinquere, nella nostra città.
L’attenzione posta dal Questore alla delicata branca delle misure di prevenzione personali e patrimoniali ha fatto registrare un incremento considerevole dei provvedimenti con successo adottati al fine di voler inibire il più possibile la libertà di movimento delle persone più pericolose per la sicurezza pubblica assoggettandole al rispetto di rigorose prescrizioni che vanno ad incidere drasticamente sulla condotta di vita dei destinatari.
FENOMENO DELLE BABY GANG
Il già collaudato gruppo di lavoro dedito alle investigazioni sul fronte della violenza minorile e delle c.d. baby gang in seno alla 3^ Sez. (Antirapina) della Squadra Mobile ha svolto una mirata attività di monitoraggio e di contrasto agli episodi in ordine ai reati di rilievo commessi da minori, anche e soprattutto grazie alla collaborazione preziosa delle vittime e dei loro familiari
a testimonianza di un rapporto di stima ed affidabilità che la Questura ha saputo creare con il tessuto sociale locale anche in relazione a tali  deprecabili episodi di violenza forieri di intenso allarme, proprio per il coinvolgimento di gruppi di adolescenti.
Nel decorso mese di marzo a seguito di complessa attività di indagine è stata individuata e debellata una banda di adolescenti, in maggioranza composta da giovani ragazze tra i 13 ed i 15 anni, dedita ad azioni di bullismo,  violenza privata e minacce – la c.d. “Baby gang di Piazza San Marco” – che terrorizzava i coetanei che frequentavano i principali luoghi di aggregazione del capoluogo in particolare nei fine settimana.
L’operazione, proprio per la giovane età delle giovani coinvolte e per la peculiarità che vedeva come leader della banda una giovane ragazzina, ha avuto ampio risalto sulle cronache con servizi sulle testate giornalistiche locali e nazionali.
IL CONTROLLO DEL TERRITORIO E LA POLIZIA DI PROSSIMITA’
La verifica dei dati in possesso relativi all’anno 2010 ha consentito di ribadire l’importanza in ordine di  priorità dell’attività di prevenzione dei reati che ha determinato un aumento della percezione di sicurezza da parte dei cittadini come indicato anche da studi di settore recentemente pubblicati in un rapporto dell’Eures-Upi Lazio.
Anche nel corso dell’anno appena terminato è stato dato massimo impulso  all’attività di controllo del territorio per cercare di prevenire e contrastare nel modo più efficace l’aggressività  della criminalità  predatoria che, ha come ricaduta una percezione di insicurezza da parte della collettività.
Gli articolati dispositivi di vigilanza messi in campo nell’arco delle 24 ore ed assicurati dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volante, hanno imposto anche per l’anno 2010 una rimodulazione delle risorse purtroppo non adeguate alla sempre più crescente domanda di sicurezza della collettività. La scelta operativa del Questore ha consentito di destinare per ogni quadrante orario giornaliero numerosi equipaggi automontati.
I dispositivi di vigilanza in atto sono stati ulteriormente potenziati con  l’impiego in Latina e provincia del Reparto Prevenzione Crimine Lazio che con unità aggiuntive integra, rafforzandoli i dispositivi di prevenzione.
Anche nell’anno in corso sono stati predisposti numerosi servizi straordinari di controllo del territorio in una visione “integrata e partecipata” della gestione della sicurezza pubblica di tutta la provincia impegnando contestualmente oltre alla Questura, i cinque Commissariati di P.S. distaccati, la Squadra Nautica, le Polizia Locali, le Capitanerie di Porto, la Polizia Provinciale ed altri Enti.
Nell’ottica di promuovere una  Polizia di Stato in grado di essere sempre pi� vicina alla gente e alle problematiche sociali, il Poliziotto di Quartiere ha espletato una stingente attività con le scuole, rassicurato con la sua presenza i clienti che affollano i grandi Centri Commerciali, stabilendo contatti anche con gli operatori e gli incaricati di uffici pubblici/associazioni/parrocchie, pattugliato le aree urbane di provata insicurezza.
Nella ricorrenza del centenario della nascita del Dr. Giovanni Palatucci ultimo Questore di Fiume “giusto tra le nazioni” allo scopo di diffondere ulteriormente la conoscenza del valore morale del funzionario di Polizia deportato e morto nel campo di sterminio di Dachau dopo aver salvato migliaia di ebrei, è nato il “ Concorso Nazionale di composizione per Orchestra di Fiati”.
Il concorso, rivolto agli studenti dei conservatori statali di musica e realizzato in collaborazione con il conservatorio statale di Latina “Ottorino Respighi” ha visto il suo momento culminante il 16 luglio con il concerto della Banda della Polizia di Stato che ha eseguito le composizioni giunte in finale.
L’iniziativa, a cui è stato concesso il patrocinio da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Provincia di Latina, ha ricevuto un ulteriore riconoscimento da parte della Presidenza della Repubblica con la concessione della “speciale medaglia presidenziale in fusione di bronzo” riportante un’incisione dedicatoria.
SEQUESTRI PATRIMONIALI ANTIMAFIA
Nell’anno 2010 ad opera del personale della Divisione Polizia Anticrimine sono stati eseguiti numerosi decreti di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza Speciali della P.S. a carico di alcuni personaggi gravitanti nell’ambito della criminalità locale emessi dal Tribunale – sezione Penale di Latina.
In data 7 gennaio 2010, è stata data esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Latina di un consistente patrimonio di beni mobili ed immobili intestati ai MINALE Michele, noto agente immobiliare, residente in Terracina,  legato al clan camorristico dei LICCIARDI. Il valore del patrimonio ammonta a circa 800 mila euro.
Nel mese di aprile 2010 personale della Divisione Anticrimine, della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo di Roma, ha eseguito un imponente operazione di polizia giudiziaria che ha portato al sequestro di tutti i beni mobili ed immobili riconducibili alla famiglia CIARELLI a seguito di decreti di sequestro preventivo emessi dal Tribunale di Latina nei confronti dei fratelli Ferdinando, Carmine e Luigi e del padre Antonio, tutti appartenenti al noto ed omonimo gruppo di etnia zingara ormai stanziale da anni nel Comune di Latina e  zone limitrofe. Nel complesso i beni sequestrati ammontano ad un valore di circa 8 milioni di euro.
Nel mese di giugno, con la collaborazione del personale del Commissariato di P.S. di Cisterna, si è  proceduto al sequestro preventivo dei beni a carico di AMATO Gennaro, nato a Napoli 45 anni fa, ma da tempo residente a Cisterna, pluripregiudicato in particolare per reati inerenti il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, da ritenersi elemento fortemente proclive a delinquere e molto pericoloso per la sicurezza pubblica. Il decreto del Tribunale, che ha condiviso le risultanze investigative, ha ritenuto la esistente necessità di un sequestro anticipato dei beni in sussistenza dell’attualità della pericolosità del soggetto  e del pericolo che gli stessi possono essere sottratti o dispersi. Nel complesso sono stati messi i sigilli ai seguenti beni per un valore di circa  1 milione di euro: nr.2 appartamenti, nr.1 terreno, nr.2 autoveicoli e rapporti con saldo attivo intrattenuti dal proposto, dall’ex coniuge e dall’attuale convivente presso tutti gli istituti di Credito sul territorio nazionale.
Ancora, il 7 ottobre scorso, a seguito di decreto emesso dal  Tribunale di Latina, si è proceduto al sequestro anticipato dei beni intestati a DI MAIO Salvatore, residente da anni a Sabaudia ovvero a terzi indicati come prestanome. Il Tribunale ha motivato il provvedimento precisando che le approfondite indagini svolte, la documentazione  allegata e gli argomenti illustrati nella motivazione della proposta, hanno evidenziato l’esistenza di concreti e specifici indizi dai quali desumere che il proposto è persona stabilmente dedita ad attività delittuose dalle quali trae anche i mezzi di sostentamento e che, pertanto, rientra a pieno titolo tra i soggetti destinatari di misure di prevenzione. Tra gli elementi valutati dal Tribunale, quali indicatori della pericolosità sociale, vi sono le vicende processuali che hanno visto il Di Maio Salvatore ripetutamente  coinvolto in gravi fatti di usura ed estorsione ed ha anche tenuto conto della professionalità ed abitualità delle condotte criminali e soprattutto dello stretto legame “operativo” esistente con organizzazioni di stampo mafioso, il clan camorristico “Cava” di Quindici.
Nello specifico, il sequestro ha interessato un patrimonio consistente in beni immobili ed immobili intestati allo stesso ed al suo nucleo familiare, per un valore di circa 30 milioni di euro, Il 15 ottobre successivo, il Tribunale di Latina, su integrazione alla proposta di applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale presentata nei confronti del Di Maio Salvatore, ha emesso decreto di sequestro anticipato di tutti i beni intestati a VEGLIANTI Daniele, di anni 27 di Latina. Il patrimonio sequestro,per un valore di circa 2 milioni di euro.
I primi giorni del mese di dicembre, sempre su proposta della Divisione Anticrimine della Questura di Latina, il Tribunale di Latina ha disposto nei confronti di CIARELLI Antonio, di anni 65, capostipite dell’omonimo clan, la confisca del beni sequestrati il precedente mese di aprile, confisca che ha riguardato i beni per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.
Dopo pochi giorni dalla confisca dei beni del capostipite del “clan”,  è arrivata anche quella nei confronti di CIARELLI Ferdinando, nato nel 1963, attualmente in carcere per usura e tentata estorsione. In merito la Sezione Penale del locale Tribunale ha deciso sull’aggravamento della misura di prevenzione della sorveglianza speciale della P.S. che era già stata comminata a Ferdinando nel 2008 per anni tre, aumentando di altri due anni la sorveglianza speciale della P.S. con l’obbligo  di soggiorno, prolungando la misura a 5 anni complessivi. In relazione alle procedure patrimoniali, il Tribunale ha esaminato gli atti e, dopo aver vagliato con cura tutte le ragioni della difesa, ha decretato la CONFISCA dei beni, per una valore di 1 milione di euro circa.
Il 9 dicembre u.s., sempre a seguito di capillare attività della Questura di Latina,  il Tribunale di Latina ha disposto il sequestro preventivo dei beni nei confronti di DI SILVIO Armando, nato a Roma il il 29.7.1966 residente in Latina e DI SILVIO Carmine, nato a Latina il 14.1.1973, ivi residente, appartenenti all’omonimo “clan” di etnia zingara, ormai stanziale che insiste nel Comune di Latina e zone limitrofe. Il sequestrato operato ha riguardato beni per un valore di circa 600 mila euro.
Infine, sempre nel mese di dicembre, il Tribunale di Latina, in sede di applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale, ha disposto nei confronti di MAZZUCCO Pietro, nato a Latina il 18.10.1977, ivi residente, la confisca di un fabbricato per un valore complessivo di circa 300 mila euro.
Nel periodo in esame, la Squadra di P.G. e l’Ufficio di Collegamento con il Giudice di Pace della Divisione Anticrimine ha conseguito i seguenti risultati:
nr.2 persone arrestate, nr. 227 persone denunciate in stato di libertà e nr. 2 locali sequestrati.
MISURE DI PREVENZIONE PROPOSTE ED INFLITTE NELL’ANNO 2010
PERSONE SOTTOPOSTE ALLA MISURA DI PREVENZIONE DELL’AVVISO ORALE: nr. 110
PERSONE NEI CUI CONFRONTI SONO STATI EMESSI PROVVEDIMENTI DI RIMPATRIO CON FVO: nr. 48
PERSONE NEI CUI  CONFRONTI SONO STATI EMESSI PROVVEDIMENTI DI DIVIETI DI ACCESSO AGLI STADI (comprensivi dell’attività anche dei 5 Commissariati di P.S. Distaccati ): nr.5
AMMONIMENTI AI SENSI DELL’ART.8 D.L. nr.11 del 23.2.2009 cd. STALKING: nr.13
SORVEGLIANZE SPECIALE DELLA P.S.
PROPOSTE: nr.3 semplici e nr.29 con obbligo di soggiorno. Di queste ultime nr.18 anche con la richiesta di sequestro preventivo dei beni,.
ACCOLTE: nr.18 con obbligo e sequestro di beni. Inoltre sono state disposte nr.3 confische. Le rimanenti proposte sono ancora all’esame del locale Tribunale.
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