Oggi la mafia è fatta da professionisti, imprenditori, politici, pubblici funzionari. Il caso del boss architetto, dirigente, peraltro, di un movimento cattolico

ARCHITETTO, IMPRENDITORE E RESPONSABILE REGIONALE DEL MOVIMENTO CRISTIANI LAVORATORI, CON PROBABILI COLLEGAMENTI, QUINDI, CON AMBIENTI ECCLESIALI ANCHE NAZIONALI:
ECCO UNA NUOVA FIGURA DEL BOSS MAFIOSO

Architetto, imprenditore e responsabile regionale per la Sicilia del Movimento Cristiano Lavoratori, la costola degli scissionisti delle ACLI.

Con probabili collegamenti, quindi, con ambienti ecclesiali anche nazionali. E, ovviamente, con ambienti politici, anche alti.

Stiamo parlando del boss arrestato nei giorni scorsi in Sicilia, il capo mandamento che ha preso il posto di Lo Piccolo.

Ecco la nuova mafia.

Stiamo seguendo da tempo la situazione esistente nel sud della provincia di Latina – a Formia, in particolare – e ciò ci ha indotto a rivedere con attenzione alcuni vecchi atti.

Vi si parla anche di probabili rapporti fra soggetti della criminalità organizzata e qualcuno del mondo dell’informazione, oltre che di quelli della politica e delle istituzioni.

Atti di cui, peraltro, ingiustificatamente, non è stata presa debita considerazione. Da parte di chi era tenuto ad assumere i provvedimenti conseguenti, tesi anche ad evitare una deriva che sta inquinando il tessuto economico e politico del sud pontino.

E questo è estremamente grave e non può passare così, nel silenzio generale.

Quello che stupisce al riguardo sono il silenzio e l’oblio su fatti di siffatta gravità non solo della classe politica, anche di opposizione, ma soprattutto della gente.

E non tutti sono ignoranti e disinformati.

Acquiescenza, assuefazione, paura?

L’area grigia e zuccherosa, di cui noi parliamo da anni, fatta di complicità dirette od indirette.

La cultura mafiogena che avanza e che rende ciechi, sordi e muti la gran parte dei cittadini. E vassalli. E senza dignità.

Un popolo che non ha nemmeno più la capacità di indignarsi è un popolo di morti.

Ci rifiutiamo di credere che tutti siano degli zombi su questo territorio, proni ai voleri dei boss.

Molti combattono con noi contro il dilagare di questo cancro che sta imputridendo il Paese e la nostra regione.

Ma molti, troppi, i più, volgono lo sguardo dall’altra parte, indifferenti, inerti, qualcuno ancora incredulo.

Intanto la mafia avanza, soprattutto nella politica, nelle istituzioni, nelle professioni, nell’economia, nella società.

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