O idioti o collusi con le mafie

0 IDIOTI O COLLUSI CON LE MAFIE: TERTIUM NOM DATUR
Quando taluni, finalmente, arrivano ad ammettere pubblicamente che “il 70% degli esercizi commerciali del centro della Capitale è nelle mani delle mafie” e che nei palazzi del potere della Capitale… “si parla troppo napoletano” – come hanno affermato qualche tempo fa Rita Bernardini dei radicali ed Antonio Di Pietro – vuol dire che una parte del ceto politico di questo Paese, anche se minima purtroppo, comincia a prendere coscienza della drammaticità del fenomeno mafioso.
Tutto sta nel verificare se ciò sia sufficiente – e se ci sia la volontà reale di passare dalle parole ai fatti – per, almeno, tentare di organizzare anche a livello politico una valida linea di resistenza o se sia ormai troppo tardi e non ci sia più nulla da fare per bloccare l’avanzata delle mafie nel processo di occupazione definitiva e totale del potere non solo periferico ma, soprattutto, centrale.
La battaglia finale contro le mafie si fa a Roma.
Si vince o si perde nella Capitale.
Questo debbono comprendere tutti gli italiani onesti che ancora credono nello Stato di diritto e vogliono cominciare ad impegnarsi seriamente per non far prevalere lo stato-mafia sullo Stato-Stato.
Decenni di berlusconismo – morbo mortale che non corrode solamente il versante di colui e coloro che gli hanno dato vita – hanno portato non solo alla morte di tutte quelle passioni che hanno animato il Paese dopo le stragi di Palermo, ma anche e soprattutto al depotenziamento – ed anche alla soppressione di una sua parte, di quella più significativa -dell’impianto legislativo antimafia messo un piedi dopo anni di lotta e di sacrifici di quanti si sono spesi per creare, salvaguardare ed ampliare gli spazi di vivibilità civile e democratica nel Paese.
Alcuni anche rimettendoci la propria vita.
Oggi possiamo, dati alla mano e senza paura di smentite, affermare che le mafie hanno vinto le battaglie contro il fronte della cosiddetta antimafia e che sono pronte a dare la spallata finale per la conquista definitiva di tutto il potere nel nostro paese.
Un paese che è, pertanto, chiamato, tutto intero, a fare la sua scelta definitiva:
o di qua o di là;
o con le mafie o contro.
Non c’è una terza via.
Tertium non datur.
Le mafie controllano ormai quasi per intero l’economia del Paese e chi controlla l’economia finisce per controllare anche la politica e le istituzioni.
Ci ritornano alla memoria, a questo punto, le sconsiderate dichiarazioni di uno degli ultimi prefetti della Capitale a proposito della presenza delle mafie nella Capitale e le sue veementi polemiche con il compianto Procuratore Nazionale Antimafia Vigna per quanto riguardava la composizione del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’ordine pubblico e l’inosservanza delle direttive impartite dall’allora Ministro degli Interni Giorgio Napolitano che obbligavano le Prefetture ad inserire fra i componenti di tali Comitati un rappresentante della DDA.
” A Roma non c’è mafia”, dichiarava pubblicamente quel Prefetto, quando, invece, tutti i rapporti, le relazioni degli organismi specializzati della Magistratura e delle Forze dell’ordine – DNA e DIA in primis – documentavano il contrario.
Di fronte ad una situazione così drammatica, ogni cittadino, nessuno escluso, ha il dovere civile e morale di rispondere all’ultima chiamata alle armi e di fare la sua scelta definitiva:
o con le mafie o contro le mafie.
E, ciò, anche ad evitare di essere, in un domani non lontano, accusato dai propri figli e nipoti di essere stato responsabile, diretto od indiretto, della trasformazione dello Stato da Stato di diritto in Stato criminale.

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