Nuovo scandalo degli affitti. Non se ne può più. Mentre la povera gente muore nelle baracche. Trivulzio, scoppia una nuova affittopoli. I primi nomi

Trabucchi, il presidente dell’istituzione, ha consegnato l’elenco, che verrà vagliato dalla commissione comunale sulla Casa. Tra i beneficiari Buonocore, cofondatore del Pdl, e Guido Manca, consigliere comunale dello stesso partito

Non è piaciuta al presidente del Consiglio la presenza delle guardie del corpo

Il Pio Albergo Trivulzio torna nella bufera. L’antica istituzione milanese, che nel 1992 fu il luogo da cui partì la madre di tutte le inchieste, quella “Mani pulite” che fece piazza pulita della Prima Repubblica, è ora coinvolta in un nuovo scandalo che le forze dell’opposizione in Comune e Regione hanno già definito “Affittopoli”.

Diciannove anni dopo è stato pubblicato l’elenco degli affittuari del ricco patrimonio immobiliare che la Baggina possiede in tutta la città. Da giorni se ne parlava, perché i criteri di assegnazione la scelta degli affittuari e l’entità degli affitti pagati avevano destato svariati sospetti. Da sottolineare la coincidenza della data – 17 febbraio – nel 1992 come nel 2011.

“Tutto in regola”, aveva risposto il presidente del Trivulzio, Emilio Trabucchi a chi chiedeva informazioni in proposito, bloccando però, al tempo stesso, la trasmissione dell’elenco agli organi competenti al controllo. Se infatti da una parte si aveva avuto un parere del Garante della Privacy che aveva dato il permesso alla pubblicazione dei nomi degli affittuari, dall’altra i dirigenti del Pat si erano rifiutati di consegnare al Comune i nomi dei propri inquilini. “Lo consegneremo alla commissione regionale di controllo sulle aste” avevano detto, ritenendo quest’ultima l’unico organo “legittimato a verificare la corretta amministrazione”. Ma dalla Regione nella tarda serata del 17 febbraio è pervenuto uno stop (la lista è stata considerata ”irricevibile”) e quindi a Trabucchi non è restata altra scelta che quella di consegnare l’elenco al presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri, che provvederà a girarla, alla commissione Casa e Demanio di Palazzo Marino.

Dalle prime indiscrezioni sulla lista, pubblicate dal Corriere della Sera, si è scoperto che al consigliere comunale del Pdl Guido Manca, già assessore alla Sicurezza e presidente di Metroweb, è intestato dal 2003 un appartamento di 70 metri quadri in via Santa Marta, a pochi passi dal Duomo, per il quale il canone d’affitto è fissato in 5.015 euro all’anno (non al mese!). E che nello stesso palazzo abita il nipote di Francesco Cossiga, Piero Testoni, anche lui del Pdl che paga, per 83 mq, poco più di 8mila euro l’anno.

L’elenco di “beneficiati” è lungo e ricco di sorprese. Gli appartamenti sono tutti in zone centrali della città e i nomi ricordano da vicino quelli di potenti, di ex potenti o di loro parenti. Come Luciano Buonocore, uno dei co-fondatori del Pdl, che vive in un appartamento di 128 mq in via della Moscova, per il quale paga 5.655 euro l’anno. O come Domenico Lo Jucco che paga 10mila euro per un appartamento di 121 mq in corso di Porta Romana. Chi è Lo Jucco? Sconosciuto ai più, è uno dei fondatori di Forza Italia, di cui è stato anche tesoriere.

(Tratta Da Virgilio Milano)
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