NO,NO,NO,NO,NO.MILLE VOLTE NO !!!!!!!!! ASSURDO !!!!!!!!!!!! QUELLO CHE PIU’ SCONCERTA E’ IL CORO DELLE CENTINAIA DI CONDIVISIONI CHE LA NOTIZIA HA AVUTO DA GENTE DI MONDRAGONE!!!!!!! UN FATTO,QUESTO,CHE DEVE FAR RIFLETTERE PERCHE’ E’ ASSURDO CHE UN BOSS CHE SI E’ MACCHIATO DI ORRENDI DELITTI VENGA ACCLAMATO DA TANTI CITTADINI,E,POI, QUELLA DIFESA DI UN EX PM CHE NEL PASSATO HA FATTO DELLA LOTTA ALLA MAFIA UNA SUA BANDIERA.INGROIA,DA AVVOCATO,PUO’ FARE QUELLO CHE VUOLE, MA CI SONO RAGIONI DI OPPORTUNITA’ CHE NON VANNO MAI MESSE IN SECONDO PIANO!!!!!!!!!!

LA PRIMA FOTO DI AUGUSTO LA TORRE in “libertà”… Ottiene un permesso, garantisce Antonio Ingroia. Uno schiaffo a chi è stato vittima del clan e “macellato” a MONDRAGONE

E’ giunta in redazione in quanto è stata diffusa, non sappiamo con quale pretesto. Il super boss beneficerebbe di un piccolo permesso 

La Torre Augusto oggiNelle foto, l’Augusto La Torre di oggi e quello di ieri

 

di Massimiliano Ive

MONDRAGONE – Non pensavamo minimamente dopo tanti anni di esperienza sul campo, per quanto concerne le cronache del litorale Domizio, di dover scrivere stasera un articolo su una foto di Augusto La Torre, che ritrae il temibile e famigerato boss di Mondragone, nel mentre risponde al telefono e passeggia liberamente a bordo di un’auto. Rispetto alle foto che conserviamo in archivio è un Augusto col capello brizzolato e la barbetta bianca, forse un pò ingrassato. Nel contempo abbiamo appreso che avrebbe beneficiato di un piccolo permesso. Ultimamente a difenderlo è il noto ex magistrato antimafia Antonio Ingroia (CLICCA QUI), che fino al 2012 svolgeva le sue funzioni presso Procura di Palermo dove, nelle vesti di pm, ha portato avanti, tra gli altri, i processi a carico di Marcello Dell’Utri e recentemente quello sulla Trattativa Stato Mafia.

Ebbene, cosa possiamo scrivere ora su questa foto che sta circolando e che a Mondragone ha sollevato un polverone di polemiche, che ha generato sgomento e disapprovazione  in chi è ancora convinto di stare dalla “parte giusta”, cioè dalla parte di coloro che tra mille pericoli hanno denunciato e hanno collaborato con la giustizia al fine di far smantellare un clan che in zona tenta, nel frattempo di autorigenerarsi attraverso volti e nomi nuovi? E su cosa possiamo argomentare rispetto ai sentimenti di quelle persone che per mezzo del clan di Mondragone hanno dovuto piangere i loro parenti barbaramente trucidati e uccisi per meri interessi criminali?.

Tutti i lettori di Mondragone e non solo sanno che Casertace è un giornale liberale e si rifà spesso al principio biblico del “Nessuno tocchi Caino”. Noi non condanniamo, ma gridiamo “vergogna”, anche per dare forza a quelle persone che senza cavalcare l’onda del mito dei falsi profeti della legalità formato partito, hanno creduto nelle operazioni anticamorra dello Stato e che ancora oggi lottano per il rispetto delle regole sacrificandosi tra mille problemi e convivendo anche con dei disagi economici e sociali.

Il boss psicolologo come lo chiamano ormai da tempo Augusto ha mostrato il suo nuovo volto e non sappiamo a cosa sia servito far circolare la sua foto come un uomo “libero”. Uno schiaffo, forse agli antagonisti, a chi è stato ucciso, a chi non è stato in silenzio o ha calato il capo di fronte alla “tigre”, o all’”imperatore Augusto” come lo definiscono alcuni mondragonesi.

Ricordiamo che il boss mondragonese, viene annoverato negli annali della cronaca giudiziaria come colui che era spietato con i nemici, arrivando ad elaborare una tecnica di eliminazione “alla mondragonese”: macellare a decine e decine di colpi la vittima, occultarla nei pozzi delle campagne e …. In questo modo fece fuori Antonio Nugnes, vicesindaco democristiano scomparso nel nulla nel 1990 (CLICCA QUI PER LEGGERE L’INSERTO SU CORRIERE.IT).

Se all’inizio di questo articolo abbiamo cercato di farci interpreti delle riflessioni e dei sentimenti dei cittadini, non osiamo nemmeno immaginare cosa penseranno i magistrati della Dda di Napoli, sempre se sono stati messi al corrente già che nelle ultime ore è circolata questa foto.

Noi ad ogni modo e per dovere di cronaca, da giornalisti non abbiamo potuto far finta di non vedere. Certamente, non possiamo condividere positivamente quanto accaduto.

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