Non si combatte l’infiltrazione mafiosa rafforzando i presidii militari

Latina, 7/07/2005

COMUNICATO STAMPA

Non ci stancheremo mai di ripetere che non si combatte l’infiltrazione mafiosa rafforzando i presidii militari, bensi’ aggiornando le strategie di contrasto con un lavoro di intelligence.
Dunque, il Comune di Gaeta sta sbagliando completamente impostazione.Se il fenomeno mafioso continua ad essere affrontato con una logica da “ordine pubblico” si macinerà sempre aria fritta.

Va individuata l’”origine”, la “provenienza” cioè dei capitali investiti e che continuano ad essere investiti giorno dopo giorno.Non ci risulta che Polizia e Carabinieri abbiano fatto al riguardo grandi indagini ed oggi si pensa di chiudere le porte delle stalle quando i buoi sono scappati.

Abbiamo dimenticato le dichiarazioni di quanti, amministratori ed esponenti politici locali, hanno negato con forza la presenza della camorra a Gaeta?

Abbiamo la sensazione che questa, ricorrendo ovviamente a prestanomi “puliti”, abbia già acquistato unità immobiliari, terreni, esercizi commerciali, ecc.

E’ su quel versante che vanno fatte indagini rigorose. Invece, che cosa si fa? Si sopprime La Brigata della Guardai di Finanza. Il Sindaco Magliozzi se la prenda con coloro che hanno deciso ciò, cioè con i suoi!.

Associazione Regionale per la lotta contro le illegalità e le Mafie “Antonino Caponnetto”

LA SEGRETERIA REGIONALE

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