Non riusciamo ancora a comprendere le ragioni di tanto livore nei nostri confronti allorquando… osiamo parlare di mafie nel Cassinate e nel Basso Lazio. C’é un ruolo della Massoneria? E quali “interessi” chi ci attacca cercherebbe di nascondere alla nostra attenzione?Un nostro appello a tutte le persone oneste e perbene del Basso Lazio, di Cassino e del Molise perché ci segnalino fatti e circostanze che ci facciano comprendere “cosa” si nasconde “dietro” questa rabbia nei confronti dell’Associazione Caponnetto, quale “interessi” andrebbe a ledere la nostra presenza assidua sul territorio.

Quello che manca nella maggior parte della gente  e, purtroppo, anche in molti di coloro che presumono di sapere fare antimafia – è la capacità di “”leggere” i fenomeni e quello che c’è “dietro” questi.  Noi abbiamo rilevato due cose all’apparenza insignificanti e, comunque, difficilmente rilevabili da parte di soggetti superficiali ed impreparati:
1) l’inconsistenza qualitativa dell’impianto di sicurezza nel sud pontino, fatta, ovviamente, qualche rarissima eccezione;
2) la dose notevolissima di livore e di rabbia ogni volta che si parla della situazione criminale del Basso Lazio e, in particolare, del cassinate.  Ogni volta che ci azzardiamo ad organizzare qualche iniziativa pubblica a Cassino o, comunque, a parlare del Cassinate, del sud pontino e del vicino Molise come territori devastati da un processo consolidato e sempre crescente di radicamento camorristico, si alzano le barricate e veniamo investiti da accuse false, insulti, calunnie e così via.
Dopo l’ultimo Convegno da noi organizzato a Cassino, siamo stati accusati di… “aver parlato male delle forze dell’ordine”. Niente di più falso perché, a parte il fatto che noi registriamo sempre gli interventi e chi vuole può riascoltarli, è noto che
proprio nei confronti del Questore e dei Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza attuali noi  abbiamo espresso sempre i sentimenti del più vivo apprezzamento e simpatia.  I nomi dei Colonnelli Salato e Piccinini, vecchio e nuovo Comandanti della Guardia di Finanza e del Colonnello Menga, Comandante provinciale attuale di  rosinone dei Carabinieri, vengono da noi citati dovunque come esempi di eccellenti servitori dello Stato.  Anzi, qualcuno ci accusa di eccedere nelle lodi.  Eppure, ripetiamo, qualcuno ha tentato maldestramente di falsificare la verità.  Non è la prima volta.
C’è un “qualcosa” che desta in noi molti sospetti.  Noi abbiamo ipotizzato l’esistenza di un nucleo massonico molto forte operante nel Basso Lazio e nel Molise.  Un nucleo massonico che mal tollera la presenza di chiunque si avvicini per destabilizzare un “sistema” mafioso che si è andato consolidando negli anni.  Massoneria fusa a mafia che si compattano ogni volta che c’è il rischio di una messa in discussione di quel “sistema”.  Non si giustificano altrimenti certi comportamenti livorosi nei confronti nostri che in maniera del tutto volontaria e rimettendoci di tasca nostra e senza che nessuno ci paghi, arriviamo a mettere a repentaglio le nostre stesse vite per combattere contro corrotti, ladri e mafiosi che infestano quei territori.  I nostri iscritti e simpatizzanti operanti e residenti su quei territori dovrebbero dedicare un’attenzione particolare per cercare di “capire” il ” perché” di tanta rabbia nei confronti dell’Associazione Caponnetto.  Dovrebbero cercare di “capire” cosa c’è ” dietro” e “quali “interessi andiamo a ledere con la nostra presenza. E, quando parliamo di ” interessi” su un territorio di camorra qual’è appunto il Basso Lazio, non parliamo di certo di … interessi puliti!
Ecco, quando noi diciamo che fare antimafia non è come vendere i bruscolini e non è che da persone serie, motivate e che studiano i fenomeni e non si limitino a fare i “copia ed incolla”!.

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