Non è cambiato nulla.Manca un punto essenziale :quello che riguarda la formazione specifica dei NOP,il personale che sui territori tutela i Testimoni e che spesso si rivela impreparato ed inadeguato e di quello del Servizio Centrale .E’ con il personale di questi due Servizi che spesso insorgono conflitti per la mancanza spesso di quella sensibilità tanto indispensabile con una categoria di persone speciali che hanno messo a repentaglio la vita loro e quella dei propri cari per la loro scelta a favore della legalità e della Giustizia.

TESTIMONI DI  GIUSTIZIA : Gruppo lavoro, buona normativa vigente

“Servono solo correttivi con protezione intelligente”

(ANSA) – ROMA, 28 OTT – Non è necessario modificare la normativa attuale sui testimoni di giustizia e i collaboratori perchè ha caratteristiche “di ampiezza ed elasticità” ma sono necessari “alcuni correttivi di carattere normativo per riadeguare gli interventi a favore dei protetti alle esigenze che si sono manifestate con maggiore frequenza”. E’ quanto, in sintesi, afferma il Gruppo di lavoro composto da magistrati, psicologi, psicoterapeuti, sociologi, esperti vari, costituito per svolgere approfondiamneti sull’attuale modello organizzativo del sistema di protezione dei testimoni e dei collaboratori di giustizia e per predisporre soluzioni tecniche e organizzative da proporre alla Commissione Centrale per le misure di protezione presieduta dal viceministro all’Interno Filippo Bubbico.

Tra le soluzioni che oggi vengono delineate e illustrate in un convegno a Roma, l’introduzione di una specifica assistenza economica ai testimoni di giustizia sottoposti a protezione speciale in località d’origine, la costruzione di una adeguata e stabile assistenza psicologica ai testimoni e ai loro familiari; novità anche sul fronte del reinserimento lavorativo dei protetti, del sostegno alle aziende di cui sono talvolta titolari, sull’uso della cosiddetta capitalizzazione una volta usciti dal sistema tutorio. Il Gruppo di lavoro propone insomma una “protezione intelligente” in grado di “valorizzare i punti di forza e minimizzare i profili di debolezza”, con una gestione flessibile e dinamica delle questioni che via via emergono , “una protezione agile, duttile, lungimirante, consapevole di obblighi e prerogative, di limiti e benefici, scevra da strumentalizzazioni che troppo spesso hanno offuscato la missione del sistema”.

Attualmente i collaboratori di giustizia sono 1230, i testimoni 83; complessivamente i protetti, con i loro familiari, raggiungono quota 6.215. (ANSA). 

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