Non ci sono gli elementi sufficienti per indagare sul “voto inquinato” a Formia e Gaeta?

Latina, 21 giugno 2008

 

 

Ma c’è ancora qualche ingenuo che crede ancora che “il capo dei capi” della camorra sia Schiavone o che i capi di “cosa nostra “ siano i Provenzano, Riina e compagni? Tutta gente, questa, in possesso, sì e no, della licenza della scuola elementare!

 

Ma c’è ancora qualche stupido che ritiene che con l’arresto dei capi militari della criminalità organizzata sia stata sconfitta la mafia?

 

La sentenza emessa dai giudici di appello del processo Spartacus è un atto importante, ma non risolutivo del problema. 

 

Bisogna alzare il livello di attenzione e delle indagini. E cominciare ad indagare sugli intrecci mafie-politica-istituzioni!!!

 

Le mafie oggi sono nelle istituzioni e nella politica. 

 

E’ possibile tollerare, senza porsi qualche domanda, che un consigliere comunale di Formia, dopo essersi dichiarato “onorato di essere amico di Calisto Bardellino “ affermi ad un cronista de “Il Sole 24 ore”… ” che a Formia non c’è mafia?

 

Durante le indagini svolte nell’ambito dell’operazione “Formia Connection” non furono intercettate conversazioni telefoniche che vedevano coinvolti alcuni esponenti politici locali?

 

Che fine hanno fatto quelle intercettazioni?

 

Alla luce di queste e delle dichiarazioni pubblicate su “il Sole 24 Ore” non ci sono gli elementi per aprire un’approfondita indagine per verificare se il voto nelle due ultime elezioni comunali a Formia sia stato “inquinato”?

 

E non ci sono anche nella vicina Gaeta fatti e situazioni che andrebbero analizzati con maggiore rigore? Che fine hanno fatto le indagini – se indagini furono svolte – sui proiettili inviati a due consiglieri comunali?

Tanto per citare un solo caso!

 

 

 

LA SEGRETERIA

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