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Non basta gridare “al lupo al lupo”. E’ nelle istituzioni e nei partiti che vanno individuati i mafiosi più pericolosi

E’ INUTILE GRIDARE “AL LUPO AL LUPO “ QUANDO, POI, NON SI CONTROLLA QUANTO AVVIENE NELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI E IN ALCUNI UFFICI DELLA REGIONE LAZIO. E’ LI’ CHE LE MAFIE POSSONO TROVARE TALVOLTA CONNIVENZE E FACILITAZIONI!

Potremmo citare degli esempi, che si riferiscono a fatti passati e recenti.

Da Borgo Vodice a Sabaudia a Bosco Faito a Ceccano. Questo per il passato.

Per il presente, invece, ci sono situazioni che ci stanno tremendamente preoccupando e che riguardano, in particolare, oltreché la Capitale-dove oggi tutti fanno finta di meravigliarsi per l’assalto delle cosche, ma che, quando noi litigavamo con il Prefetto Serra, fummo lasciati soli -, Civitavecchia, il viterbese, Santa Marinella, Terracina, San Felice Circeo, Sabaudia, Gaeta, Formia, Minturno. Anzio, , Frosinone, Fiuggi e così via.

Noi siamo rispettosi di tutti; non abbiamo mai teso a fare i primi della classe. E, ciò, perché non abbiamo interessi né di natura economica né partitica. Le spese che affrontiamo provengono dalle nostre tasche. E’, questa, una scelta, determinata dalla preoccupazione di condizionamenti da parte delle istituzioni o dei partiti. Siamo liberi, liberi da tutti e da tutto, al di là dei convincimenti politici personali che non condizionano affatto i nostri comportamenti e le nostre azioni.

Vogliamo fare solamente il nostro lavoro di contrasto delle illegalità e delle mafie con onestà intellettuale, umilmente, ma coerentemente. Fedeli all’impegno che abbiamo preso con la nostra coscienza. E non attendiamo manifestazioni di gratitudine da parte di chicchessia.

E, perciò, diciamo le cose, senza reticenze di sorta e con nomi e cognomi.

Quando noi sosteniamo che, se si vuole fare seriamente lotta alle mafie, bisogna guardare nelle istituzioni e nei partiti, non lo facciamo perché siamo dei qualunquisti ma perché è così.

Ce ne accorgiamo anche dalle manifestazioni di rabbia nei nostri confronti da parte di taluni esponenti politici ed istituzionali che non perdono occasione per attaccarci, criticarci, dileggiarci, anziché apprezzarci per il lavoro difficile e pericoloso che svolgiamo.

Un lavoro che facciamo, ripetiamo, a spese nostre, personali.

Possiamo dirlo a voce alta che non abbiamo mai preso, da quando siamo nati, una lira od un euro da Comuni, Province, Regione, partiti, sindacati e quant’altri!

Non vogliamo fare gli investigatori perché questo compito spetta ad altri. Ma ci sia consentito di dire che se vediamo che coloro che debbono farlo per legge non lo fanno, allora gridiamo il nostro disappunto.

Non lo dice anche la legge che è punibile non solo chi commette un reato ma anche colui che ne viene a conoscenza e non lo denuncia?

Allora non ci limitiamo a gridare quando i buoi sono scappati dalle stalle. Andiamo a vedere chi e perché ha rilasciato una concessione edilizia, chi e perché ha proposto una variante urbanistica, chi e perché ha autorizzato o tollerato certi atti, chi e perché non ha indagato e perseguito taluni.

Ma c’è ancora qualche ingenuo che ritiene che mafiosi siano solamente gli Alvaro, i Gallace, i casalesi e tutti coloro dei quali si fanno sempre i nomi?