Noi e la manifestazione del 19 luglio contro le mafie a Roma. I motivi della nostra partecipazione

E’ la prima volta che tre istituzioni importanti, le più vicine ai cittadini e loro espressione diretta, Comune, Provincia di Roma e Regione Lazio, scendono in piazza insieme a manifestare pubblicamente, dopo anni di negazionismo, contro le mafie con la fiaccolata del 19 luglio e noi dovremmo rifiutarci di intervenire solamente perché ci sono Alemanno e la Polverini che in materia di lotta alle mafie non possono vantare meriti?

Francamente la tesi esposta da qualche nostro amico che non ha gradito la nostra decisione di parteciparvi è alquanto debole e rasenta i confini della cecità.

E ciò per alcuni motivi, il primo dei quali è la constatazione che l’idea è partita da Zingaretti, Presidente della Provincia, mentre la Polverini ed Alemanno si sono solo accodati; il secondo è il fatto che questi ultimi due partecipano non come persone ma nella loro veste di Sindaco di Roma e di Presidente della Giunta della Regione Lazio, due istituzioni importanti, oggi amministrate da loro due e domani da altre persone.

A noi, come Associazione, delle persone non interessa niente; non ci interessano gli Alemanno, la Polverini e nemmeno Zingaretti.

Ci interessa, invece, quello che essi, al momento, rappresentano e, cioè, il Comune di Roma, la Provincia di Roma e la Regione Lazio.

E riteniamo estremamente positivo che Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio, insieme, scendano in piazza a manifestare contro le mafie, dopo che per anni a Roma esponenti politici, parlamentari, prefetti, comandanti delle forze dell’ordine hanno negato l’esistenza delle mafie.

Ricordiamo le parole del Prefetto Serra, con il quale noi – e solo noi – litigammo nell’aula consiliare di Nettuno perché diceva che… nella Capitale… non ci sono mafie.

Nessun esponente politico, nessun partito politico, nessuno, protestarono, sollevarono obiezioni, chiesero il suo trasferimento.

Anzi Serra fu addirittura eletto senatore nelle liste del PD, dopo che era stato parlamentare di Forza Italia ed ora, dopo aver preso i voti del PD, è passato all’UDC.

L’altro giorno ci siamo visti costretti a polemizzare con il Comandante provinciale dei Carabinieri di Roma che ha dichiarato che “ Roma è la città più sicura d’Europa”.

La stessa tesi, questa, sostenuta dal Prefetto, sempre di Roma, Pecoraro.

Tesi, questa, sostenuta e mai respinta finora da chicchessia, a destra, al centro e a sinistra.

Con l’iniziativa assunta ora da Zingaretti e condivisa dalla Polverini e da Alemanno ci sarà da ridere perché siamo curiosi di vedere chi dal 20 luglio in poi avrà più il coraggio, fra tutti i sepolcri imbiancati che finora si sono distinti nel negare o ignorare l’esistenza delle mafie nella Capitale, di continuare a dire che… a Roma non ci sono mafie.

Primo grosso risultato.

Che Alemanno e la Polverini abbiano poi o meno un comportamento coerente con lo spirito e le motivazioni che li hanno indotti a partecipare alla manifestazione contro le mafie è affar loro, della politica e dei loro elettori e non nostro.

Noi siamo un’Associazione antimafia e dobbiamo attenerci ai fatti.

Che Alemanno abbia avuto nel suo entourage un sindaco casertano implicato in vicende di mafia e che la Polverini abbia fra i suoi consiglieri uno, della provincia di Latina, indagato per reati seri ed al quale purttuttavia vengono dati incarichi importanti, sono cose gravissime che noi abbiamo denunciato.

Il nostro compito è quello di denunciare, denunciare, denunciare.

Poi le decisioni attengono alla sfera politica e non ci pare che al riguardo la politica abbia assunto, fatta qualche rarissima eccezione, tipo la pubblicazione di qualche comunicato, decisioni risolutive dei problemi che stiamo trattando.

In altri tempi, forse, ci si sarebbe spinti oltre, occupando o disertando le aule parlamentari o consiliari, non partecipando più ai lavori, presentando mozioni di censura, riempiendo la regione di manifesti di protesta e altre cose del genere.

Noi abbiamo assunto la decisione di partecipare, marcando la nostra identità di Associazione antimafia con uno striscione, ad una manifestazione contro le mafie e non potevano e dovevamo fare diversamente solo perché a quella stessa manifestazione partecipano tizio o caio con i quali non abbiamo né avremo alcun rapporto di natura personale.

Pronti, ove dovessero esserci tentativi di strumentalizzazione partitica o di altra natura, ad abbandonare la manifestazione ed a ritirarci rendendo pubblici i motivi della nostra diserzione.

Altre considerazioni di natura politica non ci interessano perché i nostri giudizi nei confronti della politica nel Lazio sono ben noti a tutti.

E chi ci conosce sa bene che noi non siamo dei qualunquisti e non siamo l’antipolitica!

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