No, Ministro Brunetta. Così non si contribuisce a mantenere nel Paese un clima di armonia e di legalità. La democrazia è cosa diversa da quella che lei pensa

Brunetta va alla guerra

Il ministro della Funzione pubblica si scaglia contro il movimento della protesta studentesca: “Gli studenti dell’Onda sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”. Con lui la Gelmini: “Pensiamo a un tetto di immigrati in classe del 30%”. L’opposizione chiede chiarimenti: “Dichiarazioni irresponsabili e incendiarie”. La risposta dell’Onda: “Siamo studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l’università pubblica. Torniamo in piazza”

Gli studenti dell’Onda, quelli che ieri sono scesi in piazza per manifestare contro i tagli alla scuola, scontrandosi con le forze dell’ordine alla Sapienza di Roma sono dei “guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”. L’attacco è senza precedenti e viene direttamente dal ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
All’indomani dello sciopero della scuola indetto dalla Cgil, con i cortei in tutti Italia che, in alcuni casi – come all’università La Sapienza di Roma – sono sfociati in momenti di tensione fra manifestanti e polizia, il ministro indossa l’elmetto e va alla guerra contro gli studenti “colpevoli” di protestare – armati di ciabatte – contro un governo che taglia loro il futuro.

Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che, nella scuola, la protesta e il malcontento non si arrestano, Brunetta ha replicato: “Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell’associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti, l’Onda non esiste. Sono un democratico – ha aggiunto – e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia”.

La ministra Gelmini ha annunciato che il suo ufficio sta “pensando all’introduzione di un tetto intorno al 30%” della presenza di alunni stranieri a scuola. E ha difeso i tagli imposti da Tremonti snocciolando cifre incerte: sono 18 mila in tutto i supplenti che quest’anno non saranno confermati. “Si tratta di un dato pesante – ha sottolineato Maria Stella Gelmini – ma non così pesante come i 42mila previsti dalla Finanziaria”. Nessun commento alle esternazioni bellicose del collega Brunetta, nessuno sbandamento di fronte ad un simile attacco contro gli studenti.

Che dire? Visto il clima in cui sta sprofondando il paese, meglio predisporci ad affrontare il peggio perché, di questi tempi, a pensar male ci si azzecca. Una cosa è certa: il ministro con l’elmetto non ha intenzione di fare marcia indietro, tant’ che rilancia: “Mi son sbagliato, gli studenti dell’onda non hanno neanche la dignità dei guerriglieri. I guerriglieri sono una cosa seria”. Brunetta, a Sky Tg24 ribadisce la sua posizione: “Questi sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni violente, che non rappresentano nessuno, che fanno perdere tempo alla polizia e che non si sono presentati alle elezioni. Se Fioroni o il Partito Democratico li difende ce ne facciamo una ragione, prendiamo atto del fatto che il Pd difende questi quattro ragazzotti. Io preferivo il vecchio partito comunista italiano”.

L’opposizione insorge. A strattonare per la giacchetta la Signora Gelmini ci pensa il responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni: “Il ministro dell’Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta. il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere”, afferma Fioroni, che insiste: Additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva”.

Per il capogruppo dell’Italia dei valori Massimo Donadi “deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta”. Non c’è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell’Onda. Parole che l’esponente dipietrista definisce “incendiarie da piccolo duce” e ancora ” inqualificabili e pericolose” perché aumentano senza motivo la tensione ed il conflitto.

Paolo Ferrero, leader di Rifondazione comunista non si stupisce del fatto che “il ministro Brunetta sia un provocatore”, ma per il segretario Prc il fatto che ora egli vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell’Onda caricati dalla Polizia a Roma, la dice lunga sull’idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte”.
“La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo”, prosegue Ferrero.
E, visto che il governo “si trincera” dietro il rispetto del Protocollo sui cortei fortemente voluto dal Comune e dal Sindaco di Roma Alemanno, protocollo che Rifondazione non ha firmato, Ferrero invita tutte le organizzazioni politiche, sociali e sindacali che lo hanno sottoscritto a ritirare la loro firma, “visto che quel Protocollo è la foglia di fico di chi vuole impedire a chiunque di manifestare ed esprimere liberamente le sue opinioni e i suoi diritti”.

Infine, per Paolo Cento, dei Verdi- Sinistra e Libertà, le parole del ministro Brunetta ” rappresentano delle provocazioni pericolose, irresponsabili che rischiano di provocare danni irreparabili”.
“Una manifestazioni pacifica e responsabile viene così mistificata con termini devastanti che invitano a non si sa quale repressione – aggiunge Cento che si chiede il perché Brunetta accende quest’incendio? “Quale disegno c’è sotto?”

La risposta dell’Onda. “Le dichiarazioni di Brunetta sono gravissime e inaccettabili, come lo erano quelle del sindaco Alemanno quando ci definì 300 criminali: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza”. Così il coordinamento dei collettivi dell’università La Sapienza di Roma commenta le parole del ministro della P. A. sugli scontri di ieri all’ateneo.
“Tutto siamo meno che guerriglieri e criminali – spiegano i collettivi – siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l’università pubblica”.
“Siamo studenti pacifici, ma siamo preoccupati perché queste dichiarazioni non sono fini a se stesse ma si inseriscono nel quadro di svolta autoritaria del governo: il protocollo della Prefettura – continua il coordinamento – limita la possibilità di manifestare e quindi di palesare il dissenso, poi ci sono attacchi al lavoro e il pacchetto sicurezza che è una ‘legge razziale’. Tutto rientra in una svolta politica autoritaria del governo che serve a limitare gli effetti che la crisi economica può provocare”.
“Noi non abbiamo paura, continueremo a scendere in piazza a partire dal prossimo 28 marzo per il G14 sulla crisi finanziaria: parteciperemo come studenti insieme ai sindacati di base. La Prefettura non ha autorizzato il corteo da piazza Esedra a piazza Navona, ma noi lo svolgeremo lo stesso così”, concludono.

E l’Udu (Unione degli studenti universitari) ricorda come “il ruolo di un Governo, come dei Ministri che lo compongono, è quello di ascoltare le esigenze della popolazione, non di rimanere sordi a straordinarie manifestazioni di protesta, di discutere con il Paese e con il Parlamento, non di essere autoreferenziali alimentando un clima di tensione contro chi dissente”.
“Non possiamo che condannare le parole del Ministro Brunetta – scivono in un comunicato stampa – invitandolo a riguardarsi i filmati delle nostre manifestazioni che sono sempre state caratterizzate da un clima pacifico, nonostante l’ingentepartecipazione, per il preciso intento degli studenti di mostrarsi civili nella protesta. Invitiamo, inoltre, il Ministro Brunetta a fare un analisi più ampia delle elezioni dei rappresentanti degli studenti in Italia, da Verona a Perugia, da Torino a Padova, dove il carattere intelligentemente pacifico delle mobilitazioni ha premiato con la democrazia un riconoscimento alle ragioni di questa straordinaria protesta che abbiamo appena ricominciato”.
Carla Ronga

(tratto da www.aprileonline.info)

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