Nell’edilizia soprattutto è l’imprenditoria casertana che domina nel Basso Lazio e non solo. Perché i Comuni non mettono in rete tutti i dati relativi ai vincitori di tutte le gare pubbliche dei lavori e delle forniture?

Una delle misure che gli enti locali dovrebbero adottare per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, oltre alla stazione unica appaltante, è quella che riguarda la pubblicità degli atti.

Tutti gli atti, cioè, non solo i bandi delle gare indette, e, soprattutto l’esito di questi- con i nomi di tutti i concorrenti, di tutte le offerte, del vincitore con relativi dati anagrafici, provenienza ecc. ecc. – andrebbero messi in rete in modo da consentire a tutti di fare obiezioni o segnalazioni che riguardino l’eventuale appartenenza, o, comunque, la vicinanza, dei soggetti vincitori ad organizzazioni criminali.

E’ un’esigenza, questa, che ogni amministratore pubblico corretto dovrebbe avvertire soprattutto in aree, come quelle del Lazio e, in particolare, nelle province di Latina e Frosinone, notoriamente aggredite quotidianamente da tutte le mafie italiane e internazionali.

Due province, quelle appunto del Basso Lazio, in cui l’imprenditoria locale sta quasi sparendo sotto i colpi dell’intraprendenza (limitiamoci a definirla così) soprattutto di quella napoletana e casertana in particolare.

Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, Afragola, Frattamaggiore e così via sono i nomi ricorrenti dei luoghi di provenienza delle imprese edili che hanno letteralmente invaso il Lazio ed il Basso Lazio soprattutto.

Questo, per amor di Dio, non significa che tutti i soggetti provenienti da quelle zone siano dei camorristi.

Ma non significa nemmeno che alcuni non possano esserlo.

La prudenza non dovrebbe mai essere troppa in casi del genere.

Tanto più che stupisce tantissimo il fatto che in zone fortemente depresse economicamente, quali sono appunto quelle indicate, ci siano montagne così alte di capitali da consentire a taluni di spazzare via la concorrenza degli operatori economici di altre regioni con offerte che nessun di questi è in grado di proporre.

Leggevamo l’altro giorno una deliberazione adottata da un’amministrazione ciociara relativa all’affidamento di una gara per lavori di una certa consistenza.

Vincitrice un’impresa campana.

Valgono, anche in questo caso, le considerazioni che abbiamo fatto poc’anzi e siamo certi che si tratti di persone perbene.

Ma è possibile che di imprenditori locali non si veda più nemmeno l’ombra???

Che succede???

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