Nel leggere cose del genere si resta basiti.Il Ministero dell’Interno mandi immediatamente una commissione ispettiva ed individui e licenzi subito il responsabile o i responsabili.

Nel leggere cose del genere  si resta basiti.Il Ministero dell’Interno mandi immediatamente una commissione ispettiva ed individui e licenzi subito il  responsabile o i responsabili.

CASERTA

di Marilù Musto

«La prefettura di Caserta di fronte alle interdittive antimafia per Aversana Petroli dei Cosentino convoca il Comitato ordine e sicurezza e “sbianchetta” l’interdittiva Antimafia che aveva colpito le società della famiglia del politico. La Dda aveva infatti prodotto documenti con chiari legami con la famiglia Russo del clan dei Casalesi e gli stessi Cosentino»: piombano come un masso le parole del sostituto procuratore antimafia Alessandro D’Alessio durante la terza udienza per la requisitoria del processo «Il principe e la scheda ballerina» che vede imputati l’ex sottosegretario all’Economia e altri 20 tra imprenditori, politici e funzionari di banca.
Prima di formalizzare le richieste di condanna il pm ripercorre le fasi salienti delle indagini sulle presunte pressioni esercitate da Cosentino sui funzionari della Unicredit (costituita parte civile) per il finanziamento di un centro commerciale (Il Principe, appunto)  poi mai realizzato. In cambio del favore alle ditte legate ai Casalesi, il politico si sarebbe assicurato appoggio per far eleggere sindaco Cipriano Cristiano in occasione delle Comunali di Casal di Principe del 2007.
Il pm ha ripercorso dunque i legami tra Cosentino e la prefettura di Caserta, ricordando «che Cosentino era un normale cittadino al quale erano addirittura state date le chiavi della Reggia».

 

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