Nel comune toscano di San Vincenzo c’è un Villaggio turistico da demolire composto da 250 casette abusive della società Figline Agriturismo Spa

Nel comune toscano di San Vincenzo c’è un Villaggio turistico da demolire composto da 250 casette abusive della società Figline Agriturismo Spa

Villaggio turistico da demolire: abusive 250 casette
San Vincenzo, ordinanza del Comune contro il Park Albatros di proprietà degli imprenditori pratesi Cardini e Vannucchi

Lunedì 19 Settembre 2016

di Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Uno scandalo al sole. Almeno dalla stagione turistica 2014. Nelle dimensioni ha dell’incredibile. Lo certificano i numeri messi in fila dalla polizia municipale di San Vincenzo: “Circa 250 moduli abitativi amovibili delle dimensioni di 90-100 metri quadrati e circa 70 tra tende e roulotte, con una presunta capacità ricettiva di circa 1.200 persone”. Il tutto sotto l’insegna del villaggio turistico Park Albatros. Quattro ettari a bosco trasformati almeno da tre anni in ciò che non potevano essere. La data è certificata da uno scatto fotografico sul profilo Facebook della struttura ricettiva. Ma a fare la differenza più che il tempo è quanto ha preso forma e che entro 90 giorni dovrà essere smantellato. Lo stabilisce l’ordinanza 130 del16 settembre emessa dal Comune di San Vincenzo a carico della legale rappresentante della Figline Agriturismo Spa di Prato Silvia Cardini, proprietaria del complesso turistico e dei terreni su cui è stato realizzato l’abuso edilizio, e dell’amministratore del villaggio Marco Vannucchi.

L’altro fronte. La dimensione dell’abuso sconfina nel territorio di Piombino. Ma in questo caso ha contorni diversi. Il Comune di Piombino ha avviato ai primi di agosto la verifica edilizia sui terreni di propria competenza a seguito della presentazione da parte della proprietà del Park Albatros di una richiesta di sanatoria per il sistema di depurazione, che insiste sul territorio comunale e per il quale è stato rilasciato il permesso a costruire. Impianto, tra l’altro, per cui non è mai stata fatta la dichiarazione di fine lavori.

Il sopralluogo ha portato alla luce opere e manufatti mai autorizzati. Alcune decine di case mobili, un’area adibita allo smaltimento rifiuti, magazzini e un parcheggio. «Il procedimento è in corso ed è già stato notificato alla proprietà», conferma l’assessore all’Urbanistica di Piombino Carla Maestrini.

L’ordinanza. Il sopralluogo congiunto di polizia municipale e carabinieri di San Vincenzo in quei terreni a lato di via delle Caldanelle è dell’11 settembre. L’azione ha preso le mosse dall’esposto firmato dai consiglieri della lista d’opposizione Assemblea sanvincenzina presentato il 5 settembre spulciando le carte del piano attuativo, in variante al regolamento urbanistico, di riperimetrazione e riqualificazione del Park Albatros proposto dalla proprietà. Ad insospettire i consiglieri il raffronto delle immagini aeree presenti nel Sistema informativo territoriale del Comune (Sit). «È sufficiente una verifica sul Sit per notare, già nell’ortofoto del 2010, la presenza di manufatti sparsi per tutta la particella catastale. Il raffronto con l’ortofoto del 2007 chiarisce che l’intervento deve ricondursi al periodo 2007-2010», evidenziano nell’esposto. L’ordinanza dà alla proprietà 90 giorni dalla notifica dell’atto per la “remissione in pristino dello stato dei luoghi mediante rimozione delle strutture amovibili quale case mobili, tende e roulotte e mediante demolizione delle opere costituite da strade, rete fognaria, illuminazione, rete idrica e quant’altro”.

La proprietà. L’amministratore del camping village Marco Vannucchi taglia corto: «Non posso rilasciare dichiarazioni». Ma qualcosa dice: «Abbiamo iniziato le demolizioni ed entro la prossima settimana avremo ottemperato all’ordinanza».

Le cifre in ballo. È il meet up del M5S a focalizzare l’attenzione su quello che l’abuso costerebbe ai cittadini per il mancato pagamento di Tarsu, Tia, Tari, tassa di soggiorno, Imu e quant’altro. «Dal 2010 ad oggi – sostiene il meet up – si potrebbe ipotizzare una presenza giornaliera a regime di 6.932 posti letto». E stima un «mancato pagamento della tassa di soggiorno di circa 840.000 euro». Mentre sul fronte dei rifiuti, le piazzole abusive «potrebbero essere state causa di evasione di circa 200.000 euro in 7 anni. Senza considerare che nella determina 544 del 25 settembre 2014, il legale rappresentante

del Park Albatros, a causa di temporanea carenza di liquidità, chiese e ottenne la rateazione dell’importo residuo sulla tassa dei rifiuti». E chiede: «A quanto potrebbe ammontare l’Imu sulle case mobili/piazzole in più rispetto alle 1.425 già presenti, per almeno 6 anni?».

fonte:http://iltirreno.gelocal.it/

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