Nel campo dell’antimafia è necessaria ed urgente una svolta

Amici, vi siamo grati per le “condivisioni” e per gli apprezzamenti che manifestate nei nostri confronti, ma essi non bastano a frenare l’avanzata costante delle mafie che si stanno sempre più impossessando della ricchezza del Paese.
Se tutte le persone oneste e di buonsenso non decideranno di sporcarsi le mani, scendendo direttamente in campo, associandosi e cominciando ad aiutare magistratura e forze dell’ordine, non riusciremo mai quanto meno a contenere l’offensiva scatenata da questi delinquenti che stanno letteralmente diventando i padroni assoluti dell’Italia.
Una ben organizzata campagna di disinformazione continua a rappresentarci la mafia come una semplice, mera organizzazione criminale rappresentata da uomini violenti e barbari, quando, invece, questi ne rappresentano solamente il livello basso, il braccio armato.
La mafia o, meglio, le mafie sono “altro”.
Esse sono annidate nei salotti buoni, fra i professionisti, nei partiti politici, nel Parlamento, talvolta al governo, fra i sindaci, gli amministratori pubblici, i banchieri ed i bancari, gli imprenditori, nei luoghi dove si decide e si legifera, spesso anche nelle forze dell’ordine, fra i Prefetti e qualche magistrato.
E’ una pia illusione il pensare che con gli appelli, le passeggiate colorate, le fiaccolate, gli stessi convegni che non siano correlati a situazioni del territorio e che non vedano come protagoniste le persone che vi operano (magistrati delle DDA, dirigenti della DIA, giornalisti d’inchiesta), si possano sconfiggere le mafie.
Non facciamo ad esse nemmeno il sollecito e ci faremmo solo ridere in faccia.
Ecco perché noi dell’Associazione Caponnetto riteniamo che l’unica – e ripetiamo, l’UNICA – strada da seguire per combattere le mafia sia quella della DENUNCIA, nomi e cognomi.
Non ce ne sono altre.
Non si può pretendere, a questo punto, che due-tre – quattro associazioni in tutta Italia si facciano carico di un peso che riuscirebbero a sopportare sì e no in almeno un centinaio.
Sì, perché, a parlar chiaro, sono centinaia e forse migliaia le associazioni o le pseudo associazioni che parlano di mafia e di antimafia, che gestiscono i beni confiscati ai mafiosi, che gestiscono sportelli antiracket, associazioni in alcune delle quali, talvolta, si nascondono anche individui collegati con la criminalità organizzata mafiosa.
Ma quante sono quelle che INDAGANO, DENUNCIANO, SI ESPONGONO, INDICANO ALLE FORZE DELL’ORDINE ED ALLA MAGISTRATURA INQUIRENTE IMPORTANTI PISTE INVESTIGATIVE???’
Guardatevi attorno e datevi voi stessi la risposta.
Orbene, è urgente e necessario cominciare a porsi la domanda se sia utile, per i fini che ci proponiamo, militare in sodalizi che si limitano solamente a parlare di mafie senza far nulla di concreto per combatterle effettivamente e sul terreno.
In associazioni collegate con partiti politici, schieramenti politici,
con le istituzioni, prive, di conseguenza, di autonomia assoluta e di ampi spazi di agibilità.
Sono, questi, spunti di riflessione che sottoponiamo ai nostri amici di tutta Italia accompagnati dalla domanda che rivolgiamo a tutti se non sia opportuno e necessario, a questo punto, cominciare ad impegnarsi in quelle associazioni, fra le quali la Caponnetto, che hanno fatto dell’INDAGINE, della DENUNCIA e della PROPOSTA la loro bandiera di combattimento.
Noi riconosciamo comunque l’utilità dell’azione di “coscientizzazione” che taluni ritengono di portare avanti, ma ci domandiamo e domandiamo a tutti se ci sia tempo ancora di aspettare che… le coscienze maturino quando ormai il nemico lo abbiamo dentro casa.
Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur (T. Livio).

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