Nel Basso Lazio massoneria in campo?

Il Basso Lazio – in particolare tutto il comprensorio che comprende l’area che si estende da Terracina in giù e che interessa anche la provincia di Frosinone, fino al Molise, non escluso questo – si è sempre caratterizzato nella storia politica del nostro Paese come un territorio a forte presenza ed influenza della massoneria e della destra conservatrice.
Non a caso in provincia di Frosinone si è avuta una presenza imprenditoriale riconducibile a Licio Gelli e c’è stato più di recente uno sviluppo abbastanza significativo di taluni circoli.
Anche ai tempi della DC, le parti più avanzate di questo Partito – le correnti di sinistra Forze Nuove e di Base che facevano capo ai vari Donat Cattin, ai Galloni, ai Marcora, ai Dossetti, La Pira e così via – hanno trovato sempre moltissime difficoltà ad espandersi rispetto ad una presenza asfissiante ed invasiva delle correnti conservatrici, di destra, che facevano capo ai vari Andreotti, Evangelisti, Sbardella, Petrucci ecc.
Alcuni ricorderanno che l’allora Procuratore di Palmi Cordova ordinò un’inchiesta a livello nazionale sulla presenza della massoneria, un’inchiesta che non portò ad alcuno sviluppo positivo come molto spesso avviene in questo nostro Paese, ma che purttuttavia interessò anche questo territorio e servì a scoprire alcune realtà interessanti sotto un profilo se non giudiziario almeno culturale.
Non sarebbe male se qualche coraggioso giornalista d’inchiesta si prendesse la briga di andare ad intervistare gli ispettori di polizia, probabilmente ora in pensione, che fecero degli
appostamenti, ad esempio, di fronte ad una villa della periferia di Gaeta ed avrebbero accertata l’identità di alcuni personaggi che partecipavano alle riunioni.
Personaggi fra i quali molti sicuramente sono morti, ma che altrettanto sicuramente hanno lasciato degli eredi e che, soprattutto, hanno fatto sì che il territorio fosse permeato di una cultura massonica.
Si parlò, a proposito di quegli appostamenti, di avvistamenti di soggetti legati ai mondi politico ed imprenditoriale e non solo.
Se non si parte da un’analisi del genere, non si potrà mai comprendere la ragione di tante resistenze, di tanto negazionismo, nell’ammettere la presenza radicata delle mafie su questi territori.
C’è un probabile intreccio di realtà politiche, economiche, sociali e culturali alla base di certi comportamenti che varrebbe la pena di scandagliare a fondo se si vogliono capire certi fenomeni peculiari di queste aree.

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