‘Ndrangheta stragista, in Appello si riapre l’istruttoria

‘Ndrangheta stragista, in Appello si riapre l’istruttoria

Aaron Pettinari

07 Febbraio 2022

Accolte le richieste della Procura generale, rappresentata da Giuseppe Lombardo

E’ stata accolta la richiesta della Procura generale di Reggio Calabria, rappresentata in aula dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo (applicato al processo), per la riapertura dell’istruttoria dibattimentale al processo ‘Ndrangheta stragista che nel luglio 2020 ha visto le condanne in primo grado all’ergastolo del boss di Brancaccio Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone.
Entrambi erano stati ritenuti responsabili, in qualità di mandanti, degli attentati ai carabinieri avvenuti tra il dicembre 1993 e il febbraio 1994, in cui persero la vita anche gli appuntati 
Antonino Fava e Vincenzo Garofalo (uccisi il 18 gennaio 1994 sull’autostrada Salerno-Reggio, ndr).
Fatti che, secondo la progettazione dell’accusa, si inseriscono in quel progetto di attacco allo stato che vedeva, accanto a Cosa nostra, la piena adesione anche dell’organizzazione criminale calabrese.
La Corte d’Assise d’Appello, presieduta da 
Bruno Muscolo, dopo quasi due ore di camera di consiglio ha letto l’ordinanza “sciogliendo parzialmente la riserva” espressa sulle richieste istruttorie avanzate dalle parti nelle precedenti udienze.
Così “ritenuto che le richieste di prove orali avanzate dalla Procura generale, relativamente alle quali le difese non si sono poste, si appalesano rilevanti e forniscono ulteriori sviluppi necessari alle valutazioni di questa Corte” la Corte ha disposto l’audizione dei collaboratori di giustizia 
Antonio SchettiniAntonino Parisi e Nunziato Romeo ed il teste di polizia giudiziaria Michelangelo Di Stefano.
All’ultima udienza il procuratore aggiunto Lombardo aveva spiegato i motivi per cui si rendeva necessario ascoltare i pentiti.
E’ dalle loro parole, infatti, che si possono comprendere i motivi per i quali nel corso del tempo una serie di stragi e delitti eccellenti furono rivendicati utilizzando la misteriosa sigla della Falange Armata.
Una lista che inizia l’11 aprile 1990 con la rivendicazione dell’uccisione dell’educatore carcerario del carcere di Opera, Umberto Mormile, e che prosegue successivamente con altri episodi come gli omicidi del politico Dc Salvo Lima e del maresciallo Giuliano Guazzelli, le bombe di Capaci e via d’Amelio, o le stragi “continentali” di Roma, Firenze e Milano nel 1993.
Alla scorsa udienza Lombardo ha anche messo in evidenza come quella sigla fu utilizzata nell’agosto 1991 anche per rivendicare l’omicidio del giudice Scopelliti.
 “Rileggendo le carte del processo Scopelliti – aveva spiegato alla Corte – è emerso un dato che, in quell’ambito processuale, non aveva avuto alcun peso. È il primo episodio rivendicato Falange Armata successivo alla riunione di Enna del giugno 1991 in cui Riina recepisce la sigla dai Papalia e dice: ‘Da questo momento in poi tutto quello che faremo sarà rivendicato Falange Armata’. Il primo episodio è l’omicidio del giudice Antonino Scopelliti. Oggi siamo in grado di capire perché Riina prende la sigla che viene indicata a Mico Papalia dalle componenti deviate dei servizi. Perché Riina e Papalia sono i vertici nazionali di ‘Ndrangheta e Cosa Nostra. Quindi Mico Papalia non è uno dei tanti. Totò Riina non ha preso la sigla di uno dei tanti. Ha preso la sigla che era stata indicata al vertice dell’altra componente mafiosa. Quando Totò Schettini (il pentito, ndr) spiega che cos’è Falange Armata dice una cosa devastante nella sua semplicità e cioè conferma che è una sigla suggerita da appartenenti deviati dei servizi”.

E sempre secondo quanto ricostruito dal magistrato alla scorsa udienza Mico Papalia rappresenta “il vertice nazionale della ‘Ndrangheta e riveste un ruolo enormemente diverso da quello di tutti gli altri”.
In primo grado pentiti come Foschini e Cuzzola hanno spiegato che dietro la rivendicazione sulla morte di Mormile avevano avuto un ruolo i Servizi di sicurezza, indicati come l’entità che avrebbe in qualche maniera suggerito l’utilizzo di quella sigla a Domenico ed Antonio Papalia, ovvero i vertici assieme a Franco Coco Trovato della ‘Ndrangheta, e non solo, in Lombardia.
Ecco dunque il motivo per cui diventa importante sentire Schettini oggi, alla luce di un verbale del lontano 1996, ritrovato dagli inquirenti, in cui Schettini, componente di rilievo della famiglia Papalia, spiegò che cos’è Falange Armata. La Falange Armata “non è un’invenzione propagandistica della famiglia Papalia nel momento in cui bisogna rivendicare, depistando, l’omicidio Mormile”, aveva ribadito Lombardo alla scorsa udienza, ma “una sigla suggerita da appartenenti deviate ai servizi, come spiegano i collaboratori di giustizia”.
Secondo Lombardo, tramite il contributo di Schettini è rilevante “cercare di capire se è vero che parte dei fondi riservati utilizzati per il pagamento dei sequestri di persona andavano alla componente mafiosa e parte a una componente diversa. Spiegare se, all’interno di determinate dinamiche ricostruite, per esempio nel processo Gotha, in relazione ad alcuni accadimenti registrati in questo territorio (Reggio Calabria, ndr) negli anni scorsi, quei rapporti sono andati avanti ancora per anni e abbracciano anche l’esplosivo rinvenuto a Palazzo San Giorgio”. 
Proprio per ricostruire il ruolo dei Papalia ed i rapporti che lo stesso avrebbe avuto, diventano anche importanti le dichiarazioni di Romeo e Parisi.
La Corte ha anche accolto la richiesta della Procura generale di acquisire al dibattimento la sentenza ‘Italicus bis’ del 3 agosto del 1994, e le intercettazioni in carcere a carico del capo mandamento di Brancaccio, Giuseppe Graviano.
Alla luce dell’ordinanza della Corte d’Assise d’Appello, di fronte alla “complessità del dibattimento, il Procuratore aggiunto Lombardo ha chiesto la sospensione dei termini di custodia per gli imputati del processo. Sul punto la Corte scioglierà la riserva alla prossima udienza, prevista il 17 febbraio, che vedrà la deposizione del commissario capo della Dia, Michelangelo Di Stefano sulle informative da lui redatte e depositate al processo lo scorso dicembre.
(Prima pubblicazione: 02-02-2022)

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fonte:https://www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-ndrangheta-stragista/87889-ndrangheta-stragista-in-appello-si-riapre-l-istruttoria.html

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