‘Ndrangheta, processo ”Epicentro”: chiesti otto secoli di carcere

‘Ndrangheta, processo ”Epicentro”: chiesti otto secoli di carcere

AMDuemila 10 Gennaio 2022

Il Pm in aula: ”Tutto ruota intorno ai De Stefano”

Sono 800 gli anni chiesti dal procuratore Calabria Giovanni Bombardieri al termine della requisitoria del processo “Epicentro” che vede alla sbarra 59 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra questi vi sono boss e gregari delle principali famiglie mafiose della città, dai De Stefano-Tegano-Molinetti ai Libri passando per i Condello, Barreca, Rugolino, Ficara, Latella e Zito-Bertuca. Dopo la ricostruzione dell’impianto accusatorio da parte dei pm Stefano MusolinoWalter Ignazitto e Giovanni Calamita, il procuratore capo ha chiesto 20 anni di carcere per 15 imputati. Si tratta dei boss Carmine De StefanoGiorgio De Stefano detto “Malefix”Luigi Molinetti detto “Gino”Antonio LibriEdoardo MangiolaCarmine PolimeniDonatello CanzonieriDomenico TeganoFilippo BarrecaDomenico CalabròMarcello BelliniDemetrio CondelloAntonino MonorchioGiovanbattista Fracapane e Giandomenico Condello. Per tutti gli altri imputati è stata chiesta una condanna che va dai 2 anni e 6 mesi ai 18 anni di reclusione. Stando alla ricostruzione dei magistrati a Reggio Calabria c’è “la definitiva ed unitaria sinergia tra le famiglie mafiose a prescindere dalle contrapposizioni e dalle divisioni del passato“. “Tutto ruota intorno ai De Stefano – ha spiegato in aula il pm Ignazitto nelle precedenti udienze – e ad Archi, che è il punto in cui comincia e finisce la ‘Ndrangheta di Reggio e forse di tutta la provincia. La cosca De Stefano e la più potente e la più autorevole, è quella di fronte alla quale tutti alla fine fanno un passo indietro“. “Non è possibile – hanno detto i pm – che da 20 anni questa città debba vivere sotto la pressione sempre delle stesse persone. Noi vogliamo una città in cui se arriva a Carmine De Stefano, la gente possa dire ‘e chi se ne frega’“.
Il maxi-processo “Epicentro” è nato da 3 inchieste, “Malefix”, “Metameria” e “Nuovo corso” e, secondo la Dda, con questo procedimento di può considerare conclusa questa trilogia di indagini iniziata con l’inchiesta “Olimpia”, svolta negli anni 90’, e proseguita con il processo “Meta”.

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