‘Ndrangheta in Umbria, gli arrestati: «Se andate là provate il piombo»

‘Ndrangheta in Umbria, gli arrestati: «Se andate là provate il piombo»

I tentacoli delle famiglie Commisso e Trapasso sono arrivate anche fino in Germania e in Canada. Qui vi erano progetti per la commercializzazione di olio e vino con lo scopo di reinvestire il denaro frutto di attività illecite

di Luana Costa 12 dicembre 2019

«…Sennò domani mattina provate il piombo se andate là». ‘Ndrangheta d’esportazione: da Siderno e da San Leonardo di Cutro gli arrestati nell’operazione odierna avevano esteso i propri tentacoli fino in Umbria, a Perugia, dove le due direzioni distrettuali antimafia di Catanzaro e Reggio Calabria hanno documentato un fitta rete di interessi. Non solo il traffico di sostanze stupefacenti, che giungeva attraverso i canali albanesi; gli interessi delle due famiglie in Umbria avevano registrato un vero e proprio salto di qualità infiltrando il tessuto economico e sociale.

Ventisette i provvedimenti cautelari emessi per un’indagine che conta oltre cinquanta indagati e il sequestro di beni per un valore di dieci milioni di euro. «Si tratta di una ‘ndrangheta proiettata in modo sistematico non solo nel nord Italia ma anche in Germania – ha chiarito il capo della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri -. Oltre ad organizzare i traffici di droga, esternavano il potere attraverso l’elargizione di doti, di cariche. Quindi siamo di fronte ad un’associazione di stampo mafioso doc».

I due avamposti sul territorio umbro erano rappresentati da Cosimo Commisso, dell’omonima famiglia di Siderno, e da Antonio Ribecco, che a Perugia perorava gli interessi del clan Trapasso Mannolo di San Leonardo di Cutro, vantando stretti legami con il suo esponente di spicco, Giovanni Trapasso. Le attività d’indagine condotte dalle squadre mobili di Perugia, Catanzaro e Reggio Calabria hanno preso il via dall’ascolto delle conversazioni captate in località Casa del Diavolo a Perugia, dove Commisso scontava la detenzione domiciliare continuando però a gestire gli affari di famiglia. 

 

«Si tratta di forti interessi commerciali. Anche in questa indagine – ha chiarito il capo della direzione distrettuale di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri – vengono evidenziati interessi commerciali, di natura immobiliare e progetti per la commercializzazione di olio e di vino in altri continenti, Stati Uniti e Canada. Tutto all’insegna di un’operatività della ‘ndrangheta in territori commerciali dove investire i proventi illecitamente accumulati». Insomma, fuori dai confini regionali le famiglie di ‘ndrangheta si scoprono solidali attivandosi anche per inquinare le elezioni amministrative sostenendo specifici candidati: «Agire e muoversi in ambiti che sono di sottogoverno o amministrativo-politico – ha aggiunto il capo della direzione centrale anticrimine, Francesco Messina  – è tipico».

Tutti gli indagati

Giuseppe Affatato, Sherif Arapi, Paolo Bassetti, Alberto Benincasa, Giuseppe Benincasa, Ilirjian Cali, Mario Cicerone, Concetta Cirillo, Fabrizio Conti, Antonio Costantino, Giuseppe Costantino, Salvatore Crugliano, Valentina Danieli, Mario De Bonis, Antonio De Franco, Cinzia Del Latte, Ciro Di Macco, Bassirou Diakhate, Salvatore Diano, Mario Falcone, Sandro Forin, Roberto Fusari, Florin Domitru Gafitescu, Ambra Germini, Piero Giacchetta, Luigi Giappucchini, Lamberto Lombardi, Luca Mancuso Trabucco, Giuseppe Mannolo, Paolo Menicucci, Giuseppe Montenero, Valter Nardoni, Sauro Passeri, Francesco Procopio, Annunziato Profiti, Pasquale Nicola Profiti, Pinica Radu, Emanuele Regni, Emiliano Regni, Antonio Ribecco, Francesco Ribecco, Giovanni Rizzuti, Aleksander Jerzy Sabieraj, Pietro Scerbo, Roberto Taverna, Renzo Tiburzi, Francesco Valentini, Olindo Verrico, Leonardo Zoffreo.

fonte:https://lacnews24.it/

heta, così i clan infettavano l’Umbria: economia e politica regionale nel mirino. I nomi degli arrestati

27 provvedimenti restrittivi e beni sequestrati per un valore di circa 10 milioni di euro. L’operazione della Dda di Catanzaro, denominata “Infectio”, condotta dal servizio centrale operativo e dalle squadre mobili di Perugia e Catanzaro, ha determinato l’emissione da parte del gip catanzarese di 23 misure cautelari (20 in carcere e 3 ai domiciliari) nei confronti altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e occultamento di armi clandestine, minacce, violenza privata, associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di una serie di reati di natura contabile o economico-finanziaria strumentali alla realizzazione sistematica di frodi in danno del sistema bancario. L’indagine, approfondendo quanto emerso gia’ nell’operazione “Malapianta” dello scorso maggio, ha disvelato la perdurante operativita’ delle cosche di ‘Ndrangheta Mannolo, Zofrfeo e Trapasso e la loro proiezione in territorio umbro, dove, attraverso stabili collegamenti con la casa madre avrebbero impiantato un traffico di stupefacenti, anche con la complicita’ di trafficanti albanesi e minato, attraverso attivita’ estorsive, la libera concorrenza nella esecuzione di lavori edili, nonche’ attivandosi a favore di soggetti candidati alle elezioni amministrative locali.

Al contempo la procura distrettuale di Reggio Calabria, nell´ambito di indagini condotte dalle squadre mobili di Reggio Calabria e Perugia, ha dato esecuzione ad un´ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, con contestuale decreto di sequestro preventivo, emessa dal gip presso il tribunale di Reggio Calabria nei confronti di alcuni soggetti ritenuti responsabili di associazione mafiosa in quanto esponenti di vertice ed appartenenti alla cosca di ‘Ndrangheta commisso di Siderno. I nomi degli arrestati. La custodia cautelare in carcere e’ stata disposta dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Paola Ciriaco, nei confronti di: Giuseppe Benincasa, 66 anni, nato a Cerenzia (Kr) e residente a Perugia; Calli Illirjan 42, albanese domiciliato a Umbertide (Pg); Arapi Scherif, 29, albanese residente a Bastia Umbra; Mario Cicerone, 62, residente a Rieti; Fabrizio Conti, 45, residente a Perugia; Mario De Bonis, 60, residente a Roma; Antonio De Franco, 53, nato a Ciro’ Marina (Kr) e residente ad Assisi; Mario Falcone, 65, di San Leonardo di Cutro; Luigi Giappichini, 47, residente a Perugia; Giuseppe Mannolo, 26, residente a Cutro; Pasquale Nicola Profiti, 55, nato a Vibo Valentia e domiciliato a Monza; Antonio Ribecco, 58, nato a Cutro e residente a Perugia; Francesco Ribecco, 53, nato a Cutro e residente a Suzzana (Mn); Natale Ribecco, 30, nato a Catanzaro e residente a Perugia; Francesco Procopio, 51, residente a Fieri di Belcastro; Giovanni Rizzuti, 45, di Petrona’; Emiliano Regni, 31, di Perugia; Pietro Scerbo, 62, di San Leonardo di Cutro; Francesco Valentini, 44, residente a Cannara (Pg); Leonardo Zoffreo, 49, di Cutro. Agli arresti domiciliari: Antonio Costantino, 37, di Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Costantino, 42, di Isola Capo Rizzuto, ed Emanuele Regni, 40, di Perugia. Il Gip della Procura di Reggio Calabria ha, invece, disposto il carcere nei confronti di Cosimo Commisso, ; Francesco Commisso; Antonio Roda’; Giuseppe Minnici. Le indagini sono state seguite dalle Procure distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria con i sostituti Antonio De Barnardo, Paolo Sirleo e Domenico Guarascio per Catanzaro, e Simona Ferraiuolo e Giovanni Calamita per Reggio Calabria.

12 Dicembre 2019

fonte:http://www.ildispaccio.it/

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