‘Ndrangheta a Roma, avevano monopolio commercio dei fiori del cimitero: ecco i nomi degli arrestati.

Avevano monopolizzato il settore del commercio di fiori attorno al cimitero Prima Porta di Roma. Da qui prende spunto il nome dell’operazione ‘Fiore calabro’, compiuta questa mattina dalla Polizia che ha portato all’arresto di tre persone a Roma.

Si tratta di Placido Antonio Scriva, Domenico Morabito e Domenico Antonio Mollica, attualmente ricercato.

I tre sono tutti pluripregiudicati per associazione a delinquere di stampo mafioso, porto d’armi abusivo, omicidio e sequestro di persona. Adesso sono ritenuti responsabili del reato di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. Secondo quanto accertato dagli investigatori, avevano fra le attività una società di commercio all’ingrosso di fiori e rifornivano tutti i chioschi intorno al campo santo di Roma nord. Scriva, Morabito e Mollica avrebbero, inoltre, intestato attività commerciali e beni a prestanomi per sfuggire al sequestro preventivo. I tre vivevano a Roma da circa trent’anni ed abitavano a Rignano Flaminio, a nord della Capitale. Si erano trasferiti alla fine degli anni ’80 in seguito alla cruenta ‘faida di Motticellà che negli anni ’80-’90 vide contrapporsi in Calabria famiglie della ‘ndrangheta.
Placido Antonio Scriva, è stato spiegato, è referente principale dell’omonimo clan calabrese sposato con Antonietta Mollica, sorella di un altro degli arrestati, Domenico Antonio, colpito dall’ordinanza di custodia cautelare e ancora ricercato. Per gli inquirenti l’operazione di oggi va a toccare gli interessi criminali della ‘ndrangheta nel settore della cosiddetta ‘economia legale’.

“Con questa indagine – ha commentato il capo della Squadra mobile di Roma Renato Cortese – abbiamo dimostrato che ci sono esponenti di primo piano della ‘ndrangheta calabrese che negli anni si sono radicati nella zona Nord della città, hanno espanso il loro potere economico e commerciale, hanno occultato i loro beni affidandoli a prestanome. Oggi siamo in grado di contestare tutto questo”.

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