Napolitano inascoltato sulla manovra. Monta la protesta, dai giudici ai poliziotti. L’Italia democratica e degli onesti in rivolta

Disabili in piazza il 7 luglio. Studenti mobilitati nelle università. Le Regioni a Berlusconi: aprire al confronto

Giorgio Napolitano ammette che la sua esortazione alle forze politiche a concentrarsi nell’esame della manovra economica non sono state ascoltate. Il presidente della Republica lo ha detto con amarezza durante la conferenza stampa al termine della visita di Stato a Malta.

«Anche senza essere monsignor De la Palisse, è evidente che quel consiglio – ha detto riferendosi alla decisione del Pdl di esaminare entro agosto il ddl sulle intercettazioni – non è stato ascoltato nel momento in cui sono state prese determinate decisioni a maggioranza nella Commissione dei capigruppo. Io non ho l’abitudine di tornare mai sui consigli dati né di esprimere alcun giudizio per dire se siano stati seguiti o sul perché non sono stati seguiti».

Le Regioni intanto tornano a chiedere «con forza» l’apertura di un confronto vero con il governo e con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi perchè «non è possibile che l’80% dei tagli imposti dalla manovra ricadano sul complesso delle autonomie locali». Vasco Errani ha colto oggi l’occasione della convocazione straordinaria della Conferenza delle Regioni per rimettere sul piatto della bilancia la disponibilità dei governatori a «fare
ognuno la propria parte per la riduzione della spesa complessiva». Ma, al pari di quanto dichiarato ieri insieme ad Anci, Upi e Uncem, è tornato a puntare il dito su un provvedimento «fortemente squilibrato e punitivo delle realtà locali».

«Non vogliamo scavalcare nulla: l’intervento di Berlusconi è stato chiesto all’unanimità da tutti i governatori e quindi anche da quelli della Lega», ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Prima di lasciare il Campidoglio, al termine dell’incontro con i parlamentari eletti nel Lazio per discutere della manovra finanziaria, Polverini ha detto che «c’è la necessità di rivedere i tetti dei parametri del patto di stabilità perché questo combinato disposto mette in ginocchio la Regione Lazio e non ce lo possiamo permettere».

Montano intanto le proteste di magistrati, poliziotti, studenti e ricercatori, associazioni dei disabili, prefetti. Oggi giornata di protesta e sciopero dell’Associazione nazionale magistrati contro i tagli previsti dalla manovra economica per la categoria. Secondo il sindacato delle toghe l’adesione è stata massiccia, tra l’80 e l’85%.

Prefetti in piazza. «Chiederemo un appuntamento con il ministro dell’Interno Maroni e chiederemo al ministro di difenderci, come ha sempre fatto». E’ la richiesta che i prefetti hanno lanciato oggi e di cui si è fatto portavoce Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma, nella manifestazione a Roma organizzata dal Sinpref (associazione sindacale dei funzionari prefettizi) per dire no alla soppressione delle prefetture e ai tagli alla sicurezza. Misure che, è stato sottolineato, non comporterebbero alcun risparmio.

I poliziotti raccolgono firme. Volantinaggi in tutte le città e un presidio davanti a Montecitorio di tutte le sigle sindacali, con l’obiettivo di raccogliere le firme (finora sono oltre 100 mila quelle raccolte) e costringere il Parlamento a rivedere la manovra nei punti in cui si prevedono tagli al comparto sicurezza e difesa. I tagli, è stato detto, rischiano di provocare la chiusura di decine di commissariati di polizia e stazioni dei carabinieri.

Disabili a Roma il 7 luglio. Non si placa la protesta delle principali associazioni di disabili, che confermano la mobilitazione del 7 luglio a Roma. Contestano l’emendamento del Governo sull’invalidità che, dicono, crea una disparità fra gli invalidi civili parziali: chi è affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 75%, avrà l’assegno anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie la cui somma dà l’80%, non ha diritto a nulla. Ma ancora più grave è la modifica dei criteri per l’indennità di accompagnamento, che, dicono, consentirà l’accesso solo alle persone in stato vegetativo o poco più.

Studenti in rivolta. Mobilitazione all’università La Sapienza contro i tagli. Alla protesta aderiscono anche alcuni docenti. Ma gli studenti del centrodestra protestano contro la mobilitazione degli insegnanti che intendono bloccare gli esami universitari. A Cagliari, i ricercatori dell’ateneo rinunciano per protesta agli incarichi di insegnamento.

(Tratto da Il Mattino)

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