Napolitano: c’è tanta gente che offende la Resistenza!

Napolitano: Resistenza non è solo di una parte
La Resistenza fu un fenomeno che abbracciò tutta la nazione. Ci fu quella dei partigiani, quella dei militari e quella del popolo. Quindi è “importante che quest’anno il 25 aprile sia celebrato in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo” ricordando “l’una o l’altra delle componenti della Resistenza. L’importante è che ci unisca la consapevolezza e lo stesso impegno per conservare i valori della Resistenza che si sono tradotti nella Costituzione repubblicana”. Il Capo dello Stato ha poi detto basta ai tentativi di “svalutare o diffamare, come purtroppo ancora avviene, l’esperienza partigiana. Questa, piaccia o no, fu determinante per restituire libertà e dignità al nostro Paese”. Alla vigilia della festa della Liberazione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano torna così sulle celebrazioni del 25 aprile

“L’importante è che ci si unisca quest’anno nella giornata del 25 aprile, per celebrarla in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo, per celebrare l’una o l’altra delle componenti della Resistenza”: ad affermarlo è il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti all’ossario dei partigiani caduti in Val Sangone, nell’ultima giornata della sua visita a Torino. Napolitano, visibilmente commosso, ha ricordato di aver sottolineato fin dal suo primo giorno al Quirinale il valore della Resistenza “con l’impegno di ricomporre in spirito di verità la storia della Nazione, della Repubblica per giungere finalmente a un comune sentire storico”. Occorre celebrare il 25 aprile, ribadisce con forza, “senza svalutare e diffamare, come purtroppo è accaduto e ancora accade l’esperienza partigiana il cui contributo, piaccia o non piaccia, fu determinante per restituire dignità, indipendenza e libertà all’Italia”.

Alla lotta partigiana, ribadisce il presidente della Repubblica, presero parte il popolo e anche una componente militare che non si sottomise alle truppe naziste dopo l’8 settembre: Napolitano ha quindi rievocato vicende come l’eccidio di Cefalonia e gli oltre 600 mila militari internati in Germania, i quali, afferma il capo dello stato, vissero una “odissea”: “Bisogna dare il posto che spetta anche alle formazioni del rinato esercito italiano che dopo l’8 settembre combatterono le prime battaglie a Mignano Montelungo, presso Cassino”, dove ha poi annunciato che si recherà nell’anniversario della Liberazione, “con lo stesso spirito – spiega – con cui un anno fa andai a Genova e dissi che la Resistenza fu una straordinaria prova di riscatto civile e patriottico e non può appartenere ad una sola parte del Paese”.

L’ultima giornata di Napolitano a Torino era iniziata incontrando i sindacati nei locali della prefettura: “È stato un incontro – ha commentato il presidente – che ci ha dato il senso della gravità di molte situazioni e della serietà con cui i lavoratori e i loro rappresentanti affrontano la crisi”. Sempre in prefettura, l’incontro con i familiari delle vittime della ThyssenKrupp, che gli stessi hanno definito “toccante, il presidente Napolitano – raccontano – ci ha rassicurato e dato speranza. Grazie a lui abbiamo sentito la vicinanza dello Stato”. La cosiddetta norma salva-manager contenuta nel nuovo testo unico sulla sicurezza del lavoro verrà riscritta, ha ribadito poi Napolitano nel corso dell’incontro.

Sulle parole pronunciate dal capo dello stato oggi e ieri (la Costituzione “non è un residuato bellico”, aveva detto, sostenendo che “è del tutto legittimo politicamente” modificarla e rafforzare i poteri del governo e di chi lo presiede rispetto al Parlamento e al potere giudiziario, sulla base però, aveva precisato, di “motivazioni trasparenti e convincenti”) si concentra il dibattito politico: “Dal presidente Napolitano sono venute ieri e oggi parole esemplari sul 25 aprile e sulla nostra Costituzione” afferma la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, che aggiunge: “Nelle parole del Capo dello Stato sulla nostra Costituzione c’è la via maestra per qualsiasi ipotesi di riforma. Napolitano ha ricordato e sottolineato come sia sempre necessario l’equilibrio tra i poteri, la fondamentale funzione del Parlamento e ha indicato le direttrici su cui avviare il processo di riforma”.
“L’aver ricordato poi – continua – che la Resistenza è fondamento della nostra Costituzione e della nostra Repubblica ha riportato nei termini corretti il dibattito sulla Festa della Liberazione. Resistenza e Costituzione sono indissolubili. È necessario sempre ricordare e trasmettere alle nuove generazioni quanta sofferenza è costata la conquista della libertà per il nostro Paese e come sia necessario impegnarsi sempre, anche oggi, per difenderla. Berlusconi – conclude l’esponente democratica – sabato prossimo se lo ricordi”.
Piero Fassino, nel ringraziare il presidente della Repubblica oggi all’ossario di Forno di Coazze, si è detto d’accordo sulla “necessità di un aggiornamento della seconda parte della Costituzione”, ma anche sulla fermezza nel “ribadire la qualità e la centralità della Carta Costituzionale e dei valori fondativi della Repubblica”. “Non leggo nelle parole del presidente della Repubblica un attacco al premier. Anzi, mi sembra che quello di Napolitano sia un revisionismo istituzionale ben temperato” commenta così il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto sul Corriere della Sera le dichiarazioni di ieri di Napolitano. Il segretario del Pd Dario Franceschini definisce invece il discorso di Napolitano di ieri “un messaggio molto chiaro e netto che prescinde dal legittimo scontro politico tra schieramenti”.
Franceschini sottolinea in particolare il passaggio sulla necessità “di governare che non deve andare a discapito della qualità della democrazia. Il suo – afferma – è un discorso ineccepibile e assolutamente condivisibile e non penso che le sue parole debbano essere lette in una chiave troppo legata alle cronache quotidiane. È un discorso da tenere presente quando si tornerà ad affrontare il tema delle riforme costituzionali”: la prima parte della Carta, ricorda Franceschini, “è intoccabile”, mentre si può modernizzare la seconda.
Ida Rotano

(Tratto da www.aprileonline.info)

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