Napoli,città in mano ai clan. Dove sta lo Stato?????????????

NAPOLI. Sta crescendo sempre di più l’allarme racket in città. Dopo le sparatorie alle serrande dei negozi mascherate da festeggiamenti per il nuovo anno, la pizzeria a Fuorigrotta e un negozio al Vasto parzialmente bruciati, l’altra notte i malviventi hanno preso di mira un bar di Soccavo. La tecnica utilizzata è stata tipica di azioni del genere; sostanzialmente gli autori hanno “firmato” il reato per non lasciare dubbi. Prima hanno gettato benzina davanti alla saracinesca, poi hanno appiccato il fuoco e lasciato a bella posta la tanica di benzina vuota. Era l’una circa quand’è scattato l’allarme in via Antonino Pio a Soccavo. Pochi minuti prima due malviventi in sella a uno scooter si erano fermati davanti all’ingresso del bar “Flora”, in quel momento chiuso, compiendo la classica azione del racket. Il fuoco è divampato rapidamente, provocando notevoli danni alla serranda del locale e un fumo denso che ha annerito una parte dell’esercizio commerciale. Ma a parte la gravità del danneggiamento da un punto di vista economico, ciò che interessava agli autori del raid era il messaggio camorristico. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono subito accorsi i carabinieri della compagnia Bagnoli (guidati dal capitano Nicola Quartarone). Investigatori esperti, che ben conoscono il territorio e hanno indirizzato le indagini per il momento in una direzione precisa. La proprietaria del bar, una donna incensurata, ha dichiarato agli investigatori di non aver ricevuto alcuna minaccia di tipo estorsivo. Circostanza che comunque, nel caso si rivelasse esatta come effettivamente sembra, non deve meravigliare più di tanto. Molto spesso infatti, i “signori del racket” prima mostrano i muscoli e poi vanno a trattare da una posizione di forza. Sempre che naturalmente, la vittima di turno è disposta a cedere.

Da “Il Roma”

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