Napoli, tre clan in lotta per il racket dietro la spedizione del commando

 Napoli, tre clan in lotta per il racket dietro la spedizione del commando

Il Mattino, Venerdì 6 Gennaio 2017

Napoli, tre clan in lotta per il racket dietro la spedizione del commando

di Nico Falco

I Mazzarella che tentano di riacquistare terreno, i Sibillo che cercano di riorganizzarsi per la terza volta e, altra incognita, i Giuliano di terza generazione che vorrebbero approfittare del vuoto di potere. Diversi candidati al ruolo di protagonista, ma la trama seguita dalle serrate indagini resta la stessa: chi ha sparato tra la gente mercoledì mattina in via Annunziata lo ha fatto per rappresaglia, dopo che gli ambulanti si erano rifiutati di pagare il racket per le loro bancarelle. Intanto, migliorano le condizioni della bambina di 10 anni di Melito che, a mezzogiorno di mercoledì, si trovava alla Duchesca insieme al padre commerciante e che è stata colpita da una pallottola vagante a un piede. I medici hanno deciso di trattenerla ancora qualche ora all’ospedale Santobono ma sono sicuri che, dopo le cure e una convalescenza di una quarantina di giorni, potrà lasciarsi alle spalle questa tremenda esperienza, almeno fisicamente.

La piccola ha ricevuto ieri la visita di Alessandra Clemente, assessore ai Giovani del Comune di Napoli. Mi è sembrata serena, ha sorriso quando le abbiamo consegnato quel giocattolo che stava cercando tra i negozi a Napoli, – ha commentato l’Assessore, – questo gesto è il nostro rinnovato impegno nelle aree della nostra città che sono preda di episodi di violenza e criminalità che infangano il lavoro forte di riscatto e di denuncia che si sta facendo. Il rumore degli spari fa paura, ma quello del silenzio fa ancora più paura. Stanno meglio anche i tre uomini senegalesi, di cui uno probabilmente obiettivo dell’agguato e gli altri due colpiti da schegge di pallottole impazzite. Sono stati già ascoltati dai poliziotti anche se non avrebbero per il momento fornito particolari decisivi. Due di loro, è emerso dagli accertamenti, sono sprovvisti di permesso di soggiorno; la Procura sta valutando la loro posizione e non è escluso che, nel caso si rivelassero preziosi per le indagini, venga concesso un permesso straordinario per motivi di Giustizia. Sul clima di tensione e sulla diffidenza da e verso gli immigrati che si sono creati dopo il raid è intervenuta la Comunità di Sant’Egidio, che ha rinnovato l’appello alle Istituzioni affinché si aumenti la sorveglianza in modo da impedire alla camorra di spadroneggiare in certi quartieri e ai danni soprattutto dei più indifesi. Nella stessa giornata della sparatoria, – spiegano i responsabili in una nota, – alcuni uomini africani, picchiati violentemente, avevano paura di recarsi in ospedale perché temevano ritorsioni e ulteriori soprusi contro di loro.

Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Napoli, che fin dal primo momento avevano indirizzato le indagini verso il racket, stanno in queste ore esaminando i nastri di alcune telecamere di sorveglianza situate nelle vicinanze e tramite sopralluoghi e accertamenti sul territorio stanno cercando di ricostruire non soltanto l’episodio di mercoledì ma, soprattutto, il contesto in cui è maturato. Il luogo della sparatoria ricade in uno dei tanti buchi neri della videosorveglianza pubblica: non ci sono occhi elettronici e quindi gli investigatori dovranno scandagliare con pazienza certosina le centinaia di facce che si sono avvicendate nei paraggi alla ricerca di qualche indizio. La geopolitica criminale dell’area è invece abbastanza definita: a contendersi il territorio della Maddalena ci sono i Mazzarella, i Sibillo e, per certi versi contigui a questi ultimi, i Giuliano.

Le operazioni di polizia hanno sconquassato gli equilibri e quindi è verosimile che l’ordine di sparare sia partito da uno di questi tre gruppi, che potrebbe voler approfittare della debolezza dei concorrenti per farsi spazio. Il movente ce l’avrebbero tutti. I Sibillo, che già taglieggiavano gli extracomunitari della Duchesca, soffrono dell’arresto di Francesco Pio Corallo, Luca Capuano e Luigi Raia, referente e gregari, sorpresi agli inizi di novembre proprio mentre estorcevano denaro ad alcuni ambulanti di piazza Mancini: il gruppo potrebbe aver tentato con l’azione clamorosa di tenere saldo il proprio potere sull’ex mercato della Maddalena; i Mazzarella, dopo l’arresto del ras Salvatore Barile, reggente del clan, a metà dicembre, avrebbero invece nell’arresto dei vertici dei Sibillo l’occasione per sostituirsi a loro nel racket; i Giuliano infine, che secondo gli investigatori sono ai Sibillo collegati, avrebbero tutto l’interesse di imporsi sulla Duchesca sia per mettere le mani sul racket sia per fermare l’avanzata nel quartiere dei nemici di sempre dei Mazzarella. Prima della sparatoria, altro aspetto su cui si sta indagando, ci sarebbero stati dei precedenti: in particolare gli ambulanti sarebbero stati minacciati ed aggrediti il 22 e il 27 dicembre e un altro diverbio ci sarebbe stato anche mercoledì mattina.

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