Napoli, nelle informative i rapporti tra l’imprenditore accusato di essere vicino alla camorra e l’ex presidente Asi Enrico Saggese

Il Fatto Quotidiano, 21 Maggio 2020

Napoli, nelle informative i rapporti tra l’imprenditore accusato di essere vicino alla camorra e l’ex presidente Asi Enrico Saggese

E’ quanto si legge nella lunga informativa agli atti dell’ultimo arresto di Adolfo Greco, attivo nel campo del latte e poi nell’edilizia. A scriverlo sono i poliziotti della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di Castellammare di Stabia in un passaggio del documento che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare

di Vincenzo Iurillo

Gli inquirenti delle procure di Napoli e Torre Annunziata ne sono certi. Adolfo Greco, l’imprenditore stabiese dai lunghi tentacoli e dalle conclamate collusioni con vecchie e nuove camorre del vesuviano e del Casertano, ha “investito anche nella ricerca aereospaziale, avvalendosi delle esperienze del cognato Verde Leopoldo (ex direttore del Cira, Centro Italiano Ricerca Aerospaziale di Marcianise) e del rapporto che, tramite quest’ultimo, aveva intessuto con Saggese Enrico (ex direttore Asi)”.

Lo affermano i poliziotti della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di Castellammare di Stabia in un passaggio della monumentale informativa agli atti dell’ultimo arresto di Greco. L’imprenditore dai trascorsi cutoliani questa volta è accusato di aver corrotto a suon di tangenti e Rolex i parlamentari di Forza Italia Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo per farsi spianare la strada verso il permesso a costruire rilasciato dal commissario ad acta della Provincia di Napoli, per riqualificare in area residenziale la ex Cirio.

La riconversione non è mai partita anche perché Greco e i suoi soci, ottenuto il permesso dall’architetto Maurizio Biondi, nominato dall’amministrazione provinciale di Napoli retta all’epoca da Cesaro e Pentangelo e collega di studio di un figlio di Cesaro, non hanno pagato gli oneri concessori da quasi due milioni di euro. Il progetto rallentò per difficoltà economiche, politiche e ambientali di vario tipo, fino a fermarsi di fronte al rischio concreto che le circa 300 case rimanessero invendute e l’investimento risultasse infruttifero.

Ma i tentacoli di Greco, che nasce come imprenditore della distribuzione del latte e poi allarga i suoi interessi nell’edilizia, nel turismo (con l’acquisto di un albergo a Capri e la gestione di un albergo a Cava dei Tirreni), nelle aste fallimentari e nell’editoria locale, si sarebbero concentrati anche sul settore ‘aerospaziale’. Con investimenti effettuati in modi e circostanze che sono coperte dal segreto di indagini in corso. Indagini che stanno andando avanti sul solco tracciato dall’analisi dei rapporti tra Greco e la cosiddetta “società civile”. Va detto che l’ex presidente Agenzia spaziale Enrico Saggese, dimessosi nel 2014 dopo l’arresto e lo scandalo che lo vide coinvolto, è stato assolto nei giorni scorsi dall’accusa di concussione. A suo carico, invece, è ancora aperto un processo di corruzione.

Tornando a Greco, i poliziotti scrivono: “L’immagine di valente imprenditore di successo, distorcendo ed oscurando la vera e reale anima di imprenditore criminale, assecondava la possibilità per il Greco Adolfo di carpire la fiducia e la stima di importanti personaggi della società civile che mostravano interesse a relazionarsi con lo stesso per i motivi più disparati”. Seguono sei pagine bianche. Completamente omissate. Secretate. Nelle quali – secondo una fonte consultata da ilfattoquotidiano.it – si descrive una rete di amicizie utilizzata da Greco per penetrare in ambienti dove altri imprenditori meno chiacchierati di lui non sono riusciti ad entrare.

 

 

 

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