Napoli. Abusi sui Lattari il giallo dei permessi fantasma

Il Mattino, Sabato 29 Ottobre 2016

Napoli. Abusi sui Lattari il giallo dei permessi fantasma

di Dario Sautto

Lettere. Più filoni investigativi, ma un’unica maxi-inchiesta che ruota attorno a pratiche edilizie sospette e mancate impugnazioni delle sentenze per procedere con gli abbattimenti. A Lettere, piccolo Comune dei Monti Lattari di appena 6mila anime, è scoppiata la bufera giudiziaria. A giugno finì in manette un dipendente comunale, mentre altri due adesso risultano indagati. dell’Area Tecnica del Comune, con l’accusa di concussione e falso, per una vicenda legata ad un suo concittadino costretto a pagare 2mila euro per ottenere un falso verbale di sopralluogo e nascondere irregolarità in realtà inesistenti. Partendo da questo episodio, gli inquirenti hanno ipotizzando che qualcosa di simile fosse avvenuto anche per la gestione dei permessi rilasciati a ristoranti, locali per cerimonie e e strutture alberghiere. In questo caso, però, la Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Sandro Pennasilico e dall’aggiunto Pierpaolo Filippelli, ipotizza a vario titolo i reati lottizzazione abusiva, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico nei confronti delle prime dodici persone cui è stato notificato l’avviso di chiusura indagini. L’ultimo capitolo pone l’attenzione degli inquirenti sulla documentazione rilasciata in favore dell’imprenditore edile di Casal di Principe Antonio Passarelli. Una delle anomalie riscontrate è l’esistenza di documenti e autorizzazioni rilasciati dalla Soprintendenza ai beni paesaggistici, e custoditi negli archivi di Palazzo Reale, che però non risultano allegati alle pratiche per i permessi rilasciati dagli uffici del Comune, nonostante timbri e note. Le attività investigative coordinate dal sostituto procuratore Rosa Annunziata si sono concentrate su presunti «favori» nei confronti di Antonio Passarelli, che proprio a Lettere, nel centralissimo corso Vittorio Emanuele III (a 100 metri dal municipio) aveva acquistato una proprietà, ristrutturandola totalmente in vista di un cambio di destinazione d’uso. Da fondo rustico, secondo l’accusa l’area stava per essere trasformata in struttura ricettiva, con tanto di piscina (autorizzata), piccolo anfiteatro e stradina d’accesso (ritenuti invece abusivi). Secondo quanto accertato dagli inquirenti, Passarelli si sarebbe avvalso della complicità di alcuni professionisti per la redazione di relazioni a lui «compiacenti», di due dipendenti comunali e di due funzionari della Soprintendenza ai beni paesaggistici di Napoli per ottenere i permessi a costruire, nonché di ditte edili per la realizzazione dei lavori. Il tutto, nonostante i lavori venissero realizzati in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici, e nonostante il Comune di Lettere dovesse in realtà impugnare delle sentenze del 2010 e, dunque, richiedere il ripristino dello stato dei luoghi con l’abbattimento delle strutture ritenute abusive. In pratica, i lavori abusivi sarebbero stati effettuati a più riprese, tra il 2006 e il 2008, con un primo stop della magistratura nel 2010, ma sono ripresi grazie ai permessi contestati adesso dalla Procura tra il 2013 e il 2015, e rilasciati dai funzionari della Soprintendenza Rosaria Crescenzio e Donato Calicchio e dai responsabili dell’Ufficio Tecnico comunale Sabato Fontana e Luigi Gaglione. Le opere riguardano lo sbancamento di un terreno agricolo, l’installazione di serre, la realizzazione di un anfiteatro, due strade d’accesso e un deposito da circa 100 metri quadrati.

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