Montreal: ucciso alla fermata del bus un esponente della mafia italiana.O in galera o sotto terra:questa é la fine riservata ai mafiosi.

Il Corriere della Sera

Montreal: ucciso alla fermata del bus un esponente della mafia italiana

Un killer ha freddato Rocco Sollecito, membro del clan Rizzuto. Dal 2010 è in corso una faida per il controllo della [Esplora il significato del termine: ] “piazza”. Eliminato uno a uno il «gruppo dirigente»

di Guido Olimpio

Il killer in nero ha atteso il bersaglio nel gabbiotto della fermata del bus, sobborgo di Laval, a nord di Montreal. Quando il SUV bianco è passato vicino l’uomo ha estratto una pistola ed ha fatto fuoco. Diversi colpi hanno centrato la vittima al capo, il cadavere è scivolato sui sedili. Il sicario è fuggito. Si è chiusa così, alle 8.30, la carriera di Rocco Sollecito, 67 anni, esponente di spicco del crimine organizzato italiano in Canada. Delitto eccellente. Probabilmente non l’ultimo della faida che ha decimato a partire dal 2010 il clan Rizzuto.
La commissione dei sei

Sollecito faceva parte della commissione di sei membri che, quasi un decennio fa, aveva gestito la cupola a Montreal dopo l’arresto del padrino storico, Vito Rizzuto, deceduto di morte naturale nel 2013. Di quel gruppo solo due restano ancora vivi, Francesco Del Balso e Francesco Arcadi, perché invece di rimetterli in libertà hanno preferito riportarli in prigione. Una decisione adottata dalla polizia dopo che il 1 marzo, sempre a Laval, hanno liquidato Lorenzo «Puzzola» Giordano, 52 anni, anche lui membro del comitato. L’impressionante serie di delitti iniziata nel 2010 con la sparizione di Paolo Renda, cognato di Vito. Quest’ultimo visto alcuni membri della sua famiglia spazzati via. Il padre centrato mentre mangiava la minestrina nel sala da pranzo della sua villa: un unico colpo sparato da un cecchino appostato nel bosco. Il figlio traforato di proiettili in una via di Montreal, sempre più simile alla Chicago degli anni 30. E i «contratti» si sono susseguiti, uno dopo l’altro, con vendette incrociate, agguati, omicidi su commissione compiuti dal Messico alla Sicilia. Battaglia che ha coinvolto anche gang di bikers, spesso in affari con gli “italiani”o pronti a fare da braccio armato. Più di quaranta le esecuzioni.

Vuoto di potere

Gli esperti ipotizzano diversi scenari e insistono sul vuoto di potere. Qualcuno vuole soppiantare i Rizzuto – dicono -, forse organizzazioni esterne che hanno trovato sponde tra gli scontenti. Oppure «giovani lupi», determinati a prendersi un pezzo di mercato senza rispettare la nomenclatura tradizionale. L’eliminazione sistematica dei sei è la prova evidente, anche se è difficile comprendere chi abbia abbastanza carisma per imporre il suo ordine. Per questo la lotta potrebbe riservare nuove sorprese e nuovi cadaveri.

 

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