Monte San Biagio: legalità e sicurezza, il sindaco minimizza.

SICUREZZA E LEGALITA’ A MONTE SAN BIAGIO:

UN PROBLEMA DI POCHI?

 

Dopo una sequenza di atti di vandalismo, auto incendiate a rappresentanti delle forze dell’ordine e a privati cittadini, atti intimidatori che hanno caratterizzato la comunità di Monte San Biagio negli ultimi 18 mesi e che hanno portato l’attenzione dei mass-media locali ad interrogarsi su cosa stesse succedendo in questo piccolo e tranquillo paese, i cittadini hanno finalmente deciso di riappropriarsi del loro territorio e della loro dignità reclamando con forza il loro diritto alla SICUREZZA e alla LEGALITA’.

Tutto è nato dopo l’ennesimo episodio di auto incendiata che ha riguardato un rappresentante delle forze dell’ordine, tra la notte di venerdì 29 febbraio e sabato 1 marzo.

Con uno scambio di sms, di e-mail e di telefonate tra sabato e domenica alcuni cittadini hanno organizzato per il mercoledì successivo 5 marzo un’assemblea pubblica a cui sono stati invitati il dott. Elvio Di Cesare, rappresentante dell’Associazione Caponnetto e l’On. Fabrizio Cirilli, vice Presidente della Commissione regionale sicurezza e ordine pubblico, ed il Sindaco di Monte San Biagio Gesualdo Mirabella.

La paura che l’assemblea fosse disertata dai cittadini aleggiava nelle preoccupazioni degli organizzatori, visto l’atteggiamento di molti degli invitati che rispondevano “è inutile”, “è troppo tardi”, “è troppo rischioso”, “lasciate perdere”.

Alla fine, con soddisfazione e meraviglia di tutti, l’aula consigliare era gremita di persone, semplici padri e madri di famiglia, persone comuni, con l’unica nota stonata: l’assenza dei rappresentanti politici locali e dei sacerdoti.

In tale consesso gli interventi più consistenti sono stati fatti da dott.  Di Cesare e dall’On. Cirilli, non potendosi definire intervento quello fatto dal Sindaco, ma una semplice sequenza di banalità che nulla avevano a che fare con il problema oggetto di discussione.

Elvio Di Cesare ha invitato tutti ad alzare la guardia, onde evitare che Monte San Biagio potesse diventare oggetto di infiltrazioni mafiose, vista la sua vicinanza con Fondi e Terracina località dove è conclamata la presenza della malavita organizzata.

Fabrizio Cirilli dal canto suo, ha invitato il Sindaco a chiedere al Prefetto la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, per poter in tale ambito definire una strategia di risposta ai molti accadimenti che hanno sconvolto il paese.

Come risposta alla assemblea pubblica e su sua sollecitazione, vi è stata una convocazione del Consiglio comunale straordinario sul tema della sicurezza per lunedì 17 marzo ed inoltre si è deciso di raccogliere firme per una petizione popolare da portare all’attenzione dello stesso Consiglio.

La petizione ribadiva la necessità di una presa di posizione ufficiale da parte degli amministratori e delle forze politiche sul tema della legalità e della sicurezza in paese. In particolare, si chiedeva al Sindaco di chiedere la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, come è nelle proprie prerogative. Nello stesso documento si proponevano anche alcune strategie preventive, da attivare nell’ambito dei servizi sociali, per cercare di ostacolare l’ulteriore espansione del fenomeno criminalità, già a livelli di guardia.

L’esito della discussione in seno al Consiglio comunale è stato, tuttavia, deludente. Non soltanto è stato inutile il lavoro preparatorio della conferenza dei capigruppo a cui la petizione era stata inviata, ma il Sindaco si è spinto ad esprimere giudizi personali sulla moralità di Elvio Di Cesare nonché a formulare pesanti allusioni sui presenti al dibattito, rivelando così la mancanza di argomentazioni in difesa della propria posizione.

 Il documento presentato dai cittadini è stato così svilito dagli interventi del Sindaco, del Presidente del Consiglio Alessio Pacione e del capogruppo di maggioranza Federico Carnevale  tutti tesi a screditare l’assemblea del 5 marzo e a ridurre il problema ad inevitabile delinquenza urbana e dall’ambiguità dell’assessore Giuseppe Pascale, mai chiaro fino in fondo sulla posizione da assumere.

Un riconoscimento va ai gruppi di minoranza, che almeno in parte hanno cercato di approdare ad un documento unitario recependo gran parte delle istanze presentate tramite la petizione.

A questo punto, lo sforzo di tutti deve essere orientato verso una proficua attività di monitoraggio quotidiano degli accadimenti che si andranno a verificare, ci si augura di no,  sul territorio visto e considerato che la sensibilità delle Istituzioni è stata del tutto assente.

 

“Non si ha che due o tre volte nella vita l’occasione di essere un eroe, ma ogni giorno si ha quella di non essere vile “  Renè Bazin

 

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