Molti non si rendono conto del fatto che quando si parla di mafie, non si sta parlando di bruscolini. Servono persone, poche, capaci, volenterose, esperte e non chiacchiere

Lo stiamo dicendo da anni che il problema dei problemi in provincia di Latina è costituito dal pessimo impianto investigativo.

Va riorganizzato tutto, dalle fondamenta e sostituito il personale che non va.

Che, a nostro avviso, è tanto, tantissimo, ai vertici ed alla base.

Sfidiamo chiunque, nelle brigate, nelle compagnie, nei commissariati, a dimostrarci se qualcuno si è mai preoccupato di costituire gli archivi sui movimenti bancari, in sintonia con l’ABI, tanto per citare un esempio.

Noi abbiamo Commissariati di frontiera dove non ci sono archivi, dove non c’è l’essenziale per investigare a fondo un mostro come la camorra che movimenta milioni e centinaia di milioni di euro, senza che nessuno sia stato in grado finora di accertare provenienza e tracciabilità.

La cosa ci addolora perché noi ci sentiamo figli di questo Stato di diritto, di queste Istituzioni democratiche e non siamo degli eversivi.

Il contrario.

E lo sanno bene coloro che ci conoscono e sanno quello che facciamo.

Non chiacchiere, come fanno in tanti.

Ma la sopportazione ha un limite anche nelle persone più pazienti e razionali.

Delle due una:

o il Capo della Polizia ed i Comandi Generali dell’Arma e della Guardia di Finanza prendono sul serio la situazione della provincia di Latina, come hanno fatto, finalmente, per la provincia di Frosinone, e cominciano a vedere presidio per presidio, brigata e compagnia per brigata e compagnia, stazione e compagnia per stazione e compagnia, commissariato per commissariato, le situazioni interne, o, in caso contrario, ci vedremo costretti a dedicare da oggi in poi la maggior parte del nostro tempo a verificare noi le singole situazioni ed a confezionare relazioni come facciamo con i mafiosi e con i loro sodali.

Noi non possiamo più tollerare il fatto che, mentre le mafie occupano sempre di più il nostro territorio comprando e corrompendo quasi tutto e tutti, in politica, nelle istituzioni, fra i professionisti, fra i cittadini ecc. , chi deve indagare se ne sta tranquillo ad osservare senza far nulla di efficace e risolutivo contro di esse.

Debbono venire sempre da fuori provincia quelli della DIA, del GICO, del ROS, dello SCO, dei Servizi a fare le operazioni contro le mafie.

Risolto finalmente il problema della Procura, dove oggi, grazie a Dio, ci sono finalmente Procuratori eccellenti, resta quello delle forze dell’ordine.

Di fronte ad una popolazione in gran parte omertosa, siano almeno le forze dell’ordine a funzionare come si deve.

Chi non va venga mandato via, senza guardare in faccia a chicchessia.

Qua stiamo parlando di mafie e non di bruscolini.

E per combattere le mafie ci vogliono persone valide, volenterose, capaci, con esperienze sul campo alle spalle.

Investigatori, insomma, con la I maiuscola, intelligence, qualità.

E non quantità, numeri che non servono a niente.

Già ce ne stanno troppi.

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