Mister Flat Tax e il faraone indagato per corruzione

Il Fatto Quotidiano, Domenica 21 Aprile 2019

Mister Flat Tax e il faraone indagato per corruzione

Il sottosegretario era in affari con il manager del colosso spagnolo Acciona Agua che è sotto inchiesta a Reggio

VALERIA PACELLI E PAOLA ZANCA

Non solo Paolo Arata. Nella rete di relazioni di Armando Siri – il sottosegretario leghista indagato a Roma per corruzione – c’è anche un altro imprenditore importante: Luigi Patimo, barese classe ‘71, manager del colosso spagnolo Acciona Agua, multinazionale attiva in Italia dal 1999, che si occupa di servizi idrici e energie rinnovabili. Come Arata, ma per fatti separati e diversi, anche Patimo ha avuto qualche guaio giudiziario: è indagato dalla procura di Reggio Calabria per corruzione. Con lui, il sottosegretario Siri aveva anche interessi economici. Fino allo scorso 8 ottobre, infatti i due erano soci nella Profilo Srl, azienda creata nel 2004 di cui il sottosegretario e il manager avevano entrambi il 33,3 per cento di quote. Siri, come risulta dalla dichiarazione patrimoniale depositata in Parlamento, ne era anche presidente del Cda. Già a giugno del 2018, pochi giorni dopo il giuramento di Siri da sottosegretario, i due decidono di chiudere la società che si occupa di promozione e commercio di capi di abbigliamento. Lo si apprende da un verbale di assemblea del 18 giugno quando si discute dell’ “accertamento delle cause di scioglimento della società”.“Il presidente Armando Siri –è scritto nel verbale – informa i presenti che la società Profilo Srl non ha mai iniziato la propria attività”. I due, Patimo e Siri, si riuniscono di nuovo l’8 ottobre 2018: ne decidono lo scioglimento, approvando “il bilancio finale di liquidazione (…) con un risultato pari a zero”. Ossia, senza né perdite né ricavi nell’a nno precedente.

NON C’È NULLA di illecito nell’atti – vità, ma la società certifica di certo un rapporto tra i due. Patimo, grazie al suo incarico in Acciona, ha contatti internazionali prestigiosi, dallo spagnolo Javier Solana al businessman romeno Adriean Videanu, ex sindaco di Bucarest. Ma frequenta anche i tavoli della politica italiana. È nel libro di Giovanni Tiziano e Stefano Vergine Il libro nero della Lega, che si parla di una cena organizzata nell’ottobre del 2015, proprio da Siri per raccogliere nuovi finanziatori per il partito. Si teneva – secondo quanto riporta il libro – a Milano e tra gli invitati c’era anche Patimo. Qualche mese più tardi, ad aprile del 2016, il manager ha partecipato al panel su “Ambiente e giustizia: diritto alla salute e impresa responsabile”, nell’ambito del Salone della Giustizia organizzato a Roma alla presenza di ministri, magistrati e alti funzionari dello Stato, e moderato dall’attuale direttore del Tg1 Gennaro Sangiuliano. La cena e il convegno avvengono prima che in Calabria scoppiasse l’inchiesta in cui è finito coinvolto il manager. È un’indagine in cui il 48enne barese è accusato di corruzione, perchè “portatore d’interessi e rappresentante sostanziale sul territorio reggino della spagnola Acciona Agua Servicios S.L., ma anche di ulteriori imprese operanti nella città di Milano ed in Sardegna”. Secondo il capo di imputazione prometteva a un dirigente del Comune di Reggio Calabria, l’a ssunzione del figlio in una delle società collegate alla multinazionale o anche “l’a s s e g n azione di incarichi di consulenza o la partecipazione a una newco operativa per l’analisi delle acque in favore del fratello”. Gli interessi di Patimo, che altri indagati in un’i ntercettazioni dell’inchiesta calabrese chiamano “faraone”, vengono così descritti negli atti della procura di Reggio Calabria: “Il rappresentante della società spagnola Acciona Agua Servicios S.L. (che è una filiazione della Acciona Agua s.a., società leader del settore, con sede ad Alcobendas – Madrid, dei cui requisiti economici e strutturali si è avvalsa la prima, per partecipare alla selezione indetta dal Comune di Reggio Calabria) che con la Idrorhegion S.c.a.r.l. ha costituito dapprima il R.T.I. unico partecipante e, quindi, aggiudicatario del bando di gara per la depurazione delle acque ed il servizio idrico della città di Reggio Calabria, quindi, sempre in compartecipazione con Idrorhegion S.c.a.r.l., ha costituito la società di progetto Rhegion Agua Scarl tramite la quale doveva essere gestito l’appalto, intorno al quale ruotano le vicende corruttive oggetto d’indagine”. A luglio del 2016 il Gip del Tribunale di Milano non aveva convalidato il fermo chiesto dalla Procura di Reggio. “La scelta del gip –d i sse all’epoca l’avvocato di Patimo, Francesco Paolo Sisto –si è fondata oltre che sulle dichiarazioni di Luigi Patimo, soprattutto sui documenti tra l’i n d a g ato e i pubblici ufficiali, in cui è dimostrato l’aspro conflitto sussistente fra la società del Patimo e i funzionari del Comune di Reggio Calabria. Fatto che rende non plausibile il clima di favore ipotizzato nella contestazione”.

L’INDAGIN E calabrese è ancora in corso: non se ne conoscono gli esiti. Ma non ha nulla a che vedere con quella romana, dove Siri è accusato di aver messo la propria funzione di senatore e sottosegretario a disposizione dell’imprenditore Paolo Arata, a sua volta ritenuto dai pm (stavolta di Palermo) prestanome di Vito Nicastri, quest’ultimo – sempre secondo i magistrati –legato al boss Matteo Messina Denaro. Secondo le accuse romane quindi Siri aveva tentato di portare in Parlamento emendamenti che favorissero Arata, in cambio di una dazione di denaro data o promessa di 30 mila euro. Nelle prossime settimane sia Siri che Arata potrebbero essere interrogati dai pm Paolo Ielo e Mario Palazzi.

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