Minturno / Auto incendiata a Scauri, atto intimidatorio contro il pm anticamorra Pierpaolo Filippelli .

di Giuseppe Mallozzi

MINTURNO – Sta assumendo tratti inquietanti l’incendio avvenuto la scorsa notte ai danni di tre autovetture presso la traversa Benedetto Croce della Via Appia a Scauri. Come già scritto nel precedente articolo, uno dei mezzi coinvolti – una Citroen C3 – appartiene ad un appuntato dei carabinieri in servizio a Sessa Aurunca.

Ma in quella strada abitano anche i familiari del pm anticamorra Pierpaolo Filippelli, divenuto recentemente Procuratore aggiunto a Torre Annunziata. Infatti, una delle auto coinvolte nel rogo – una Renault Clio – appartiene alla madre e alla sorella. Su questa pista dolosa – avvalorata dalla presenza nelle vicinanze di una bottiglia contenente liquido infiammabile – stanno indagando i carabinieri di Formia e di Scauri, coordinati dal Capitano David Pirrera. Insomma, per le forze dell’ordine sarebbe verosimile l’atto intimidatorio nei confronti del dottor Filippelli, il quale non è nuovo a minacce di morte da parte di boss campani.

Come emergerebbe da un’intercettazione del 2007, infatti, il ras di Ercolano, Alfio Papale, avrebbe indicato Filippelli tra le persone da eliminare. Al contrario il magistrato non si è mai fermato, letteralmente decimando, a suon di richieste di pena poi accolte, anche i clan più spietati del Vesuviano.

Di recente, il pm di Minturno – figlio del compianto Prof. Renato Filippelli – ha chiuso l’inchiesta bis sulla “mattanza” tutta oplontina di Natale Scarpa, indicando nel boss poeta Aldo Gionta il mandante dell’agguato del 2006 allo stadio “Giraud”.

Lo scorso anno Filippelli è stato eletto con 190 voti nella giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati di Napoli. Fu indicato dal Csm, per “esperienza e numero di inchieste anticamorra” già condotte nel Vesuviano, come il magistrato più adatto a ricoprire il delicato incarico di Procuratore aggiunto a Torre Annunziata. Giudizio espresso dal Consiglio nazionale della magistratura al termine dell’ultima seduta avvenuta lo scorso 21 settembre.

Al momento, gli uomini dell’Arma non escludono alcuna ipotesi ma non sembrerebbe affatto casuale il fatto che il rogo sia avvenuto proprio nella tranquilla traversa dove abitano i familiari del pm Filippelli. Tra l’altro, secondo indiscrezioni, l’appuntato in servizio a Sessa Aurunca non stava svolgendo alcun tipo di indagine e, pertanto, non poteva essere – almeno in teoria – il bersaglio di un gesto intimidatorio o di vendetta. Sarà di fondamentale importanza per il prosieguo delle indagini il contenuto della relazione tecnica dei Vigili del Fuoco di Gaeta, i primi a giungere sul luogo del rogo, così rivestono una valenza le dichiarazioni rese agli inquirenti dai familiari del dottor Filippelli.

fonte:www.temporeale.info

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