Ministro Maroni, non facciamo del “caso Fondi” una barzelletta all’italiana. E’ in gioco la credibilità delle Istituzioni

Ministro Maroni non trasformiamo il “caso Fondi” in una barzelletta all’italiana!

Ci hanno lavorato per anni il fior fiore della nostra intelligence, i migliori magistrati dell’antimafia, i migliori ufficiali e funzionari delle nostre polizie, le commissioni parlamentari antimafia, le associazioni antimafia e tutti hanno accertato quello che è stato accertato.

La mafia è entrata in tutti gli interstizi dei nostri impianti economico, politico, sociale, istituzionale, sociale.

Noi non vogliamo assolvere dirigenti e funzionari comunali. Anzi!

Ma essi sono la coda di un sistema.

Puniamoli, quelli di cui si sono accertate le responsabilità, e puniamoli severamente.

Ma non spostandoli da un posto all’altro, come sembra si voglia fare.

Essi vanno licenziati, se effettivamente hanno fatto quello di cui vengono incolpati.

Saranno, poi, essi, se lo vorranno, a dire se quello che hanno fatto lo hanno fatto su comando o autonomamente. E dovranno farlo, dopo che tutte le colpe sono state riversate su di essi.

Sono in gioco la loro dignità, i loro interessi, il loro avvenire, quello delle loro famiglie e la credibilità delle istituzioni.

Ci sono, poi, ditte che sono state incaricate di lavori milionari senza che abbiano presentato, come prescrive la legge, il certificato antimafia.

A quelle ditte, se ce ne sono, come scrivono i giornali, vanno tolti i lavori. Immediatamente!

Ma è possibile che gli amministratori ed i politici non si siano accorti di quello che per anni stava avvenendo sotto i loro occhi?

Su, non pigliamoci in giro!

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