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Minacce al Questore ed al Capo della Mobile di Latina. Sfidiamo il Ministro dell’Interno ad un pubblico confronto sul “caso Latina”

PALLOTTOLE AL QUESTORE ED AL CAPO DELLA MOBILE DI LATINA. LA SITUAZIONE E’ GRAVISSIMA ED IL MINISTRO DELL’INTERNO NON PUO’ CONTINUARE A NICCHIARE SUL “CASO LATINA”. LO SFIDIAMO AD UN CONFRONTO PUBBLICO

Prima ancora ci sono stati pallottole ed incendi di autovetture ai danni di finanzieri e carabinieri di Fondi.

Ora minacce ed una pallottola al Questore ed al Capo della Mobile di Latina.

La nostra rabbia monta nei confronti di quei sepolcri imbiancati che continuano ad andare in giro, nelle piazze e nelle feste di partito, a parlare genericamente di… cultura della legalità ed altre frescacce del genere, quando, ormai, la patria brucia.

Siamo alle pallottole ed agli attentati ai danni dei magistrati e delle forze di polizia.

La colpa è della “politica” che sembra non voglia rendersi conto del fatto che ormai lo Stato non controlla più il territorio pontino.

Vergognatevi tutti: chi parteggia ormai apertamente per le mafie – e tutti li conoscono, ormai – e chi fa finta di combatterle ma senza far nulla di concreto.

Ai Drr. D’Angelo e Tatarelli giungano i sensi della nostra vicinanza e della nostra solidarietà.

Ma non possiamo, al contempo, esimerci dal condannare fermamente quegli esponenti politici sospettati di collusione con le mafie ed anche quelli che non fanno niente per risolvere questo problema drammatico delle attività mafiose nel Basso Lazio.

Rileggendo vecchie note di risposta ad alcune interrogazioni parlamentari dei Sottosegretari agli Interni Abate e Brutti, già venti anni fa la situazione appariva gravissima.

Ora sembra diventata irreversibile.

Il Ministro dell’Interno venga personalmente a Latina

Noi lo sfidiamo ad un confronto pubblico.

In piazza e con tutti i riflettori accesi.

Ma al suo fianco vogliamo anche tutti quei parlamentari, anche del PD, che si sono esibiti in una serie di bla bla, senza far quasi niente di concreto.