Minacce a un altro pm: Sirignano nel mirino di un boss dei Casalesi.Camorra sempre più spavalda ed aggressiva .Ma il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Napoli vogliono affrontare seriamente o no la questione della protezione adeguata della gente che combatte contro la camorra,Magistrati o Testimoni che siano ?

Il Mattino, Lunedì 16 Maggio 2016

Minacce a un altro pm: Sirignano nel mirino di un boss dei Casalesi

di Leandro Del Gaudio

Giorni decisivi in materia di sicurezza, in una stagione investigativa resa rovente da minacce di attentati e scoperte choc. Una settimana chiave per rinsaldare i rapporti tra Procura e Prefettura, per blindare alcune posizioni ritenute particolarmente esposte nelle più recenti indagini per camorra e omicidi. Ma andiamo con ordine. Mercoledì pomeriggio in Procura è prevista un’assemblea alla quale saranno presenti i cento pm, con i loro aggiunti, al cospetto dello stesso Giovanni Colangelo: si parlerà di piano organizzativo, ma centrale sarà la questione sicurezza, anche per valutare le eventuali risposte da parte del comitato per l’ordine pubblico di Napoli. 

Dopo la notizia del rinvenimento del tritolo a Gioia del Colle – esplosivo probabilmente destinato al capo dei pm di Napoli – la Procura chiede alla Prefettura di rivedere alcune determinazioni con cui – negli ultimi due anni – era stata rigettata la richiesta di tutela in favore di alcuni magistrati. Due le aree e i gruppi di lavoro particolarmente esposti in questo periodo, come quello che si occupa di Secondigliano e rione Sanità, ma anche quello che indaga sulle ultime evoluzioni della camorra casalese. Indagini coordinate dagli aggiunti Filippo Beatrice e Giuseppe Borrelli, culminate di recente in arresti, processi, condanne e confische di beni: è il frutto del lavoro di magistrati del calibro di Stefania Castaldi, Francesco De Falco, Michele Del Prete, Henry John Woodcock, Enrica Parascandolo, Maurizio De Marco, Antonella Fratello, Vincenza Marra, Mariella Di Mauro, Annamaria Lucchetta, Gloria Sanseverino, Francesco Valentini (per rimanere ai pm storici che si occupano dello scenario cittadino); ma anche di Alessandro D’Alessio, Maurizio Giordano, Catello Maresca, Luigi Landolfi, Fabrizio Vanorio (per considerare gli «anziani» del livello anticasalese).

E non è tutto. Proprio in questi giorni in cui la questione sicurezza è al centro dell’attenzione mediatica, si apprendono anche altri episodi di minacce nei confronti di esponenti storici del pool antimafia in azione in prima linea: è il caso di Cesare Sirignano, magistrato per dieci anni impegnato nel pool anticamorra di Napoli, autore delle indagini che hanno disarticolato i clan di Gomorra nel Casertano, fino a passare dallo scorso luglio nei ranghi della Procura nazionale antimafia, guidata dal procuratore nazionale Franco Roberti.

Ma in cosa consistono le minacce nei confronti del pm Sirignano? Massimo riserbo sul nuovo filone investigativo, riflettori puntati sulla camorra di Castelvolturno, su un boss che avrebbe manifestato il proprio odio nei confronti del magistrato. Odio corredato da minacce, in uno scenario che in questi mesi è stato oggetto di indagini penali e di valutazioni in sede di comitato per l’ordine pubblico. Scenario complesso, di fronte alla difficoltà oggettiva di proteggere adeguatamente tutti i magistrati che si occupano (o che si sono occupati in un recente passato) di criminalità organizzata. 


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