Mills, le motivazioni della sentenza di condanna a 4 anni e 6 mesi

David Mills “fu corrotto come testimone da Silvio Berlusconi”. La corruzione si verificò dopo che Mills aveva testimoniato il falso in due processi (All Iberian e quello per le presunte tangenti alla Gdf) a carico del fondatore della Fininvest oggi presidente del consiglio dei ministri. Lo scrivono i giudici della seconda sezione della Corte d’appello di Milano nella motivazione depositata in cancelleria. Le future vicende legate al processo a carico di Berlusconi, che ora riprenderà in primo grado a Milano, potrebbero però essere condizionate dalla riforma della giustizia ora allo studio, sia che si traduca nella riduzione dei termini di prescrizione sia che si risolva nell’abbreviazione dei tempi di durata dei singoli gradi di giudizio

“Genuina e credibile”: così i giudici della II sezione penale della Corte d’Appello di Milano hanno valutato la confessione fatta dall’avvocato David Mills, in cui spiegava di aver aiutato Silvio Berlusconi con le sue testimonianze rese nei processi che riguardavano l’attuale premier. Un ‘servizio’ per cui era stato poi compensato con il versamento di 600mila dollari. La confessione è dunque uno dei principali motivi per cui il collegio d’Appello milanese, presieduto dal giudice Flavio Lapertosa, ha confermato la condanna di primo grado, come spiega la sentenza depositata oggi a Milano, scritta dal giudice Rosario Spina.
La confessione a cui si riferiscono i magistrati milanesi è quella rilasciata dall’avvocato inglese in una lettera del 2 febbraio 2004, scritta in via confidenziale, a Robert Drennan per avere da lui una consulenza professionale in materia fiscale, non avendo denunciato al Fisco inglese i 600mila dollari. “Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B (the B people in inglese) e loro conoscevano la mia situazione – scrive Mills nella lettera – Sapevano bene che la modalità con la quale io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato passaggi difficili, per usare un eufemismo), avesse tenuto Mr B fuori da un sacco di problemi che gli sarebbero ricaduti addosso se solo avessi detto tutto quello che sapevo. All’incirca alla fine del 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi, che avrei potuto considerare come un prestito a lungo termine o un regalo. 600.000 dollari furono messi in un hedge fund e mi fu detto che sarebbero stati a mia disposizione, se ne avessi avuto bisogno”.

Secondo la Corte di Appello tali dichiarazioni, che implicavano la confessione di un accordo corruttivo, sono state confermate da Mills in ben undici occasioni, tra cui l’interrogatorio reso davanti ai Pubblici Ministeri di Milano il 18 luglio 2004: “Non credo che occorrano molte parole – disse Mills – io sono stato sentito più volte in indagini e processi che riguardavano Silvio Berlusconi e il Gruppo Fininvest e pur non avendo mai detto il falso, ho tentato di proteggerlo nella massima misura possibile e di mantenere laddove possibile una certa riservatezza sulle operazioni che ho compiuto per lui. in questo quadro che nell’autunno del 1999, Carlo Bernasconi, che mi dispiace coinvolgere in questa storia, perché‚ era veramente un mio amico, mi disse che Silvio Berlusconi a titolo di riconoscenza per il modo in cui io ero riuscito a proteggerlo nel corso delle indagini giudiziarie e dei processi, aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro. Cerco di ricordare le parole esatte che Carlo usò per indicare chi aveva preso questa decisione all’interno della famiglia: ritengo che abbia usato l’espressione ‘il dottore’, che era il modo con cui abitualmente chiamava Silvio Berlusconi”.
Non vale dunque per i giudici d’Appello, la ritrattazione fatta dall’avvocato inglese della sua confessione, sempre ai Pm di Milano, in cui dichiarava che “per ragioni che io ancora oggi faccio fatica a comprendere ho detto che i soldi erano di Fininvest, in sostanza, mentre erano di Attanasio” (un armatore napoletano per il quale Mills aveva compiuto varie operazioni finanziarie). Ma le indagini contabili, condotte per accertare se effettivamente ciò fosse vero, hanno smentito Mills. La ricostruzione dei flussi finanziari sfociati nell’accredito della somma su un conto personale del legale inglese in data 29.2.2000 non consente di attribuirne la provenienza ad Attanasio che, sentito come testimone, lo ha a sua volta smentito.

Il termine di prescrizione del reato di corruzione per l’avvocato inglese David Mills scadrà l’11 aprile 2010. Visto che dalla data del deposito della sentenza (oggi 11 novembre 2009) decorrono trenta giorni per il ricorso in Cassazione, è possibile che la Corte Suprema decida definitivamente prima dello spirare del termine di prescrizione e che la condanna di Mills, se ulteriormente confermata, diventi definitiva. Un esito del genere potrebbe essere impedito dall’eventuale abbreviazione per via normativa dei termini di prescrizione. In ogni caso il passaggio in giudicato della sentenza di condanna di Mills non potrebbe produrre alcune effetto giuridico a carico di Silvio Berlusconi, che è rimasto formalmente estraneo al processo in virtù del Lodo Alfano.
Le future vicende legate al processo a carico del premier Berlusconi, che ora riprenderà in primo grado a Milano, potrebbero forse essere condizionate dalla riforma della giustizia ora allo studio, sia che si traduca nella riduzione dei termini di prescrizione sia che si risolva nell’abbreviazione dei tempi di durata dei singoli gradi di giudizio.

(Tratto da AprileOnline)

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