Micromega : Pessimo Cantone, pessimissimo Legnini: che scandalo c’è nell’ovvia verità di Davigo

 

 

PRIMO PIANO

Pessimo Cantone, pessimissimo Legnini: che scandalo c’è nell’ovvia verità di Davigo di Paolo Flores d’Arcais
Dal presidente dell’Anticorruzione al vicepresidente del CSM, l’establishment, quasi interamente, si scaglia contro l’ovvietà pronunciata dal neo presidente dei magistrati (“la classe dirigente di questo Paese quando delinque fa un numero di vittime incomparabilmente più elevato di qualunque delinquente da strada e fa danni più gravi”) attribuendogli parole mai dette. I padroni della politica e della finanza non vogliono controlli di legalità ma mani libere.

Davigo: “Renzi attacca i pm? Ma è la politica che non fa pulizia” intervista a Piercamillo Davigo di Marco Travaglio
Toghe e potere, il neopresidente dell’Anm replica al presidente del consiglio che ha parlato di “barbarie giustizialista”. “Giustizialismo? Una vecchia storia, noi facciamo indagini e processi”. L’inchiesta di Potenza e l’accusa di “non arrivare mai a sentenza”. “Che discorso è? Se intende lamentare un eccesso di prescrizione, può modificare le norme”.

Senza giustizialismo nessuna riforma di Paolo Flores d’Arcais
Quando la legalità diventa una posta in gioco, anziché bene comune di tutte le forze politiche, la liberaldemocrazia è già in estinzione. È quanto sta avvenendo in Italia da oltre una generazione. Dove siamo all’emergenza legalità, visto che l’establishment vuole revocare questo principio di civiltà. Senza ripristinare il quale, però, non c’è possibilità di ripresa economica, di sviluppo, di modernizzazione ed efficienza: di ‘cambiare verso’.

Chi ha paura delle intercettazioni di Caterina Malavenda
Le leggi vigenti garantiscono già un buon equilibrio fra l’obbligo dell’azione penale dei magistrati, il diritto alla privacy degli indagati (e soprattutto dei terzi estranei) e quello all’informazione dei cittadini. Nessuna riforma è dunque necessaria in materia. Soprattutto se si traducesse in ulteriori restrizioni: sarebbero un’intollerabile e incomprensibile compressione della libertà di informazione.

 

 

L’Occidente di fronte al terrorismo jihadista, tutti i “NO” alla controriforma costituzionale di Renzi, femminismo e laicità, la paura come arma della mafia, la controversia sul New Realism: sono solo alcuni dei temi affrontati nel terzo numero di MicroMega in edicola, libreria, eBook e iPad da giovedì 21 aprile. In allegato: Søren Kierkegaard e il dialogo Flores d’Arcais/Ratzinger. 

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ARTICOLI 

Migranti, muri e cittadinanza di Lorenzo Del Savio e Matteo Mameli
Una cittadinanza di serie B per i migranti al fine di promuovere l’immigrazione e i suoi effetti benefici sui poveri del mondo: è la proposta, apparentemente paradossale, fatta sulle pagine del “Financial Times” da Branko Milanovic, noto economista ed esperto di disuguaglianze.
Ottavo: non dire falsa testimonianza di Gian Carlo Caselli
Il reato di falsa testimonianza ha avuto alterne fortune nella storia d’Italia. Se in tempi molto remoti era punita con la pena di morte o con il taglio della lingua, in quanto considerata offesa alla divinità, oggi siamo al ridicolo, per cui dichiarare il falso conviene. Con buona pace dei magistrati, e grande giubilo dei delinquenti.
Nostalgia del politeismo di Pierfranco Pellizzetti
Esce anche in Italia grazie all’editore Mucchi “Chi è Dio?” di Jean Soler, indomito critico del monoteismo e delle sue malefatte, che in questo piccolo pamphlet riassume i concetti urticanti argomentati nei più ponderosi “Aux origines du Dieu unique” e “La violence monothéiste”.
Merkel e Draghi contro l’Europa di Thoma Fazi e Guido Iodice
Le élite europee hanno sfruttato la crisi per imporre scellerate politiche neoliberali e smantellare lo stato sociale. L’alternativa? Nè ‘più Europa’ né uscita dall’euro, ma l’apertura di un conflitto tra periferia e centro. Anticipiamo un estratto dal volume “La battaglia contro l’Europa” di Thomas Fazi e Guido Iodice.
La “crisi dei rifugiati” è crisi dell’Europa e dei suoi pensatori di Annamaria Rivera
Le misure adottate dall’Ue per l’emergenza rifugiati – incoerenti, controproducenti, irrispettose dei diritti umani – sono il segno di una profonda crisi dell’Europa, non solo economica ma anche politica e ideologica. Tale da far temere che i meschini egoismi nazionali non solo conducano alla scomposizione dell’Unione, ma concorrano ad aprire scenari ancor più inquietanti.
Referendum: l’Italia civile e gli insulti di Renzi di Antonia Battaglia
La democrazia ha fatto un passo indietro fragoroso nelle gravissime parole di disprezzo che il Presidente del Consiglio ha avuto per il popolo che ha osato votare “Sì” contro le trivellazioni, per un’economia rispettosa delle persone e dell’ambiente. Una grande parte degli italiani ha ribadito che le decisioni sul futuro del Paese sono parte integrante dei diritti dei cittadini.
Un giorno di vergogna di Paolo Flores d’Arcais
Dalla sentenza sulla morte di Giuseppe Uva alla decisione di Merkel di dare in pasto il comico Jan Boehmermannal al sultano Erdogan, dal caso della ragazzina autistica di Legnano discriminata a scuola alle menzogne di Renzi sul referendum, venerdì 15 aprile è stato un giorno di vergogna.
Cinema: “Veloce come il vento” di Matteo Rovere di Giona A. Nazzaro
Matteo Rovere, produttore di “Smetto quando voglio”, firma un intenso film d’azione in grado di mettersi definitivamente alle spalle nostalgie e imitazioni, lavorando trasversalmente, a tutto campo, intrecciando mitologie e spettacolo, territorio e linguaggi, invenzione e sguardo.    
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