Medico napoletano sgozzato a Milano, indaga il pool anticamorra

Il Mattino, 14 Febbraio 2021

Medico napoletano sgozzato a Milano, indaga il pool anticamorra

Sabato 13 Febbraio 2021 di Leandro Del Gaudio

Si è presentato in Procura, ha mostrato il proprio documento e ha raccontato i suoi rapporti con quell’uomo trovato sgozzato in via Macchi a Milano. Ha raccontato che si erano sentiti poche ore prima, che avevano un appuntamento a Chiasso, che avrebbero parlato di affari. Ma non ha aggiunto altro. Una testimonianza la sua, quella del “gancio” svizzero del ginecologo deceduto, entrata con prepotenza nell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano che, come raccontato ormai da mesi, è al lavoro sulla strana morte di Stefano Ansaldi. Ricordate il caso? È il medico beneventano ma saldamente radicato a Napoli, trovato sgozzato nel capoluogo lombardo lo scorso 19 dicembre. Si va dall’ipotesi di suicidio al quella di omicidio, in uno scenario investigativo che vede la procura di Milano al lavoro – in un serrato scambio di informazioni – con la Procura di Napoli. Ed è questa una novità da tenere in considerazione nella storia del ginecologo morto a Milano: già, perché, secondo quanto si apprende, sulle ultime ore di vita di Ansaldi anche la Procura del centro direzionale ha deciso di accendere un faro investigativo.

Strana storia, quella del ginecologo benefattore, stimato nel suo ambiente professionale, amatissimo dalle sue pazienti (era esperto di fecondazione assistita), ma anche con problemi in campo economico: aveva debiti, come emerge dalle indagini milanesi, aveva la testa a un progetto di ricerca in campo medico, che poteva chiudersi proprio dopo la sua strana missione nel capoluogo lombardo. Indaga la Dda partenopea, anche sulla scorta della gittata degli interessi imprenditoriali messi in moto – almeno in campo puramente professionale – dallo specialista deceduto. Strane geometrie, quelle di Ansaldi: Napoli, Milano, Lugano. Ma anche Malta e Dubai. Parliamo anche di paradisi fiscali. Di luoghi simbolo del riciclaggio, del “nero” che viene collocato (e ripulito) attraverso la sapiente regia di professionisti al soldo della camorra.

Mai toccato da indagini per evasione fiscale o per riciclaggio, ovviamente neppure sfiorato nella sua carriera di medico da riferimenti a contatti con clan di camorra o cosche mafiose, Ansaldi potrebbe essere finito comunque nel mirino di qualcuno. Aveva commesso degli errori, nella sua breve carriera di aspirante manager (suo il progetto di lavorare sul ciclotrone), potrebbe essere stato strumentalizzato da parte di qualcuno. Una pista battuta sin da subito, accanto ovviamente a quella del suicidio. Anzi: una storia che non esclude l’altra, fanno capire da Milano. Che senso ha togliersi la vita lontano da casa? Perché suicidarsi in un modo tanto brutale (squarciandosi la gola), per un medico che può usare una puntura indolore per farla finita? È stato pressato in una ampia vicenda di riciclaggio del denaro sporco. Ipotesi, nulla più. Che rimbalzano da Milano a Napoli e ritorno, anche alla luce dei tanti punti oscuri di questa storia: depositata in questi giorni, l’autopsia non chiarisce in modo dirimente se si è trattato di un suicidio o di un omicidio. Al lavoro gli analisti del ris di Parma, a cui la Procura di Milano ha delegato le verifiche sul cadavere, in un accertamento che propende sul suicidio ma che non esclude la possibilità di un’aggressione alle spalle.

Eppure, non sono state avvistate sagome di persone attorno al cadavere. C’era un ponteggio, una impalcatura fatta di tubi Innocenti, che potrebbe aver schermato la via di fuga di un potenziale aggressore. E sono ancora tanti i nodi da sciogliere: come l’orologio Rolex trovato riposto a terra, con tanto di chiusura serrata; come il telefono scomparso; come la mancanza di un biglietto di ritorno (che giustificherebbe la sua decisione di incontrare una persona a Chiasso); come quelle manovre economiche di un medico specialista in fecondazione assistita alle prese con debiti difficili da abbattere: terreno fertile per chi ricicla e ha bisogno di volti puliti come prestanome. 

Archivi