Maxi operazione contro la ‘ndrangheta, 300 arresti tra Calabria e Lombardia

Gli inquirenti hanno scoperto un braccio della cosca nel nord Italia che mirava a infiltrarsi nel mondo produttivo. I boss interessati anche agli appalti dell’Expo milanese

Tremila agenti delle forze dell’ordine, 300 persone arrestate e beni sequestrati per decine di milioni di euro. Questa mattina all’alba carabinieri e polizia hanno lanciato la più imponente operazione degli ultimi anni contro la ‘ndrangheta, che mira a dare un colpo decisivo ai vertici della cosca. Vertici che secondo gli agenti si sono spostati in gran parte dalla Calabria al nord Italia, dove avrebbero esteso da anni i propri interessi economici.

Il blitz di stamane arriva a conclusione di mesi di indagine volti a svelare le infiltrazioni mafiose nel mondo produttivo e in quello politico-amministrativo. Il ventaglio dei capi di imputazione spazia dall’associazione di stampo mafioso all’omicidio, fino al traffico d’armi e di droga.

Un organizzazione dunque “bicefala” con una rete ben radicata anche in Lombardia e organi di raccordo per coordinare la strategia comune con i boss calabresi. A indagare sono da mesi i procuratori Ilda Boccassini e Giuseppe Pignatone che, secondo le prime ricostruzioni, sono in possesso di alcuni filmati che testimonierebbero l’esistenza di una vera e propria “cupola” lombarda della ‘ndrangheta.

Nel mirino del braccio lombardo della cosca ci sarebbero stati anche, secondo gli inquirenti, i cospicui appalti dell’Expo milanese. La nuova strategia della ‘ndrangheta mirava dunque a entrare nei grandi affari economici del nord Italia, abbandonando i vecchi metodi dei clan calabresi. Un piano iniziato nel 2000 e che riceve oggi un colpo durissimo da parte delle forze di polizia.

(Tratto da Virgilio Notizie)

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