Marrazzo: le mafie ed i loro uomini non passeranno

10/03/09 – No alle ecomafie, sì al rispetto dell’ambiente, la ‘casa di tutti noi’. Questo il grido lanciato dai ragazzi degli istituti di Ciampino, Casal di Principe e Albano Laziale, che hanno partecipato, questa mattina, presso il ‘Piccolo Teatro Eliseo’ di Roma, alla prima giornata della ‘Settimana per la Legalità’, promossa per il terzo anno dalla Regione Lazio e incentrata, in questa edizione, sulle ecomafie.

“Quando con la mia squadra – ha detto Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio – abbiamo ideato questa iniziativa, politicamente qualcuno ha ritenuto di non prenderla in considerazione, perché si pensava non fosse un tema che coinvolgesse la Regione”. Marrazzo ha quindi sottolineato l’importanza dell’ultima indagine della Magistratura su Colleferro: “Quelli che bruciano rifiuti pericolosi in un termovalorizzatore sono dei terroristi ambientali”, ha affermato il Presidente, aggiungendo che “dobbiamo essere ancora più duri senza se e senza ma, e dire ‘da qui non passate!’”. Marrazzo ha quindi ricordato gli interventi dell’Amministrazione regionale su queste tematiche, come la costituzione dell’osservatorio ‘Ambiente e Legalità’, costituito dall’Assessorato regionale all’Ambiente su un progetto di Legambiente Lazio, e l’istituzione del catasto informatizzato degli incendi: “Le mafie e i loro uomini non passeranno – ha ribadito Marrazzo rivolto ai giovani in sala – ma non bastano magistrati e forze dell’ordine, tocca anche a voi parlare a genitori e amici dicendo ‘io voglio vivere in un mondo bello e felice, la mafia rende invece tutti brutti e infelici’”.

In apertura di giornata, si è tenuto lo spettacolo teatrale ‘Pasolo scalo’, scritto a quattro mani da Giancarlo De Cataldo e Serge Quadruppani e interpretato da detenuti ed ex detenuti del carcere di ‘Rebibbia’, che hanno recitato insieme ad attori professionisti. Tra fusti tossici e immondizia chimica, lo spettacolo racconta con ironia e un pizzico di comicità il drammatico fenomeno delle ecomafie.

Un fenomeno che nel Lazio ha assunto numeri rilevanti visto che, secondo il ‘Rapporto Ecomafie 2008’ di Legambiente, si contano 7 reati e infrazioni ambientali al giorno nella regione. “Il Lazio -ha spiegato Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio, che ha partecipato all’incontro – è al quarto posto nella speciale classifica delle regioni con maggiori reati ambientali, dietro soltanto a Campania, Calabria e Puglia e davanti alla Sicilia”. Avenali ha comunque ricordato l’impegno della Regione nel contrasto delle ecomafie: “La Regione sta lavorando bene, anche grazie all’istituzione dell’osservatorio ‘Ambiente e Legalità’ che in tre anni ha raccolto 783 segnalazioni ambientali di cittadini, di cui una su tre si è trasformata in esposto”.

All’appuntamento è intervenuto anche il Procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso: “I giovani devono essere perfettamente consapevoli del problema delle ecomafie e dei possibili metodi per contrastarle. L’ecomafia – ha osservato – non appartiene solo al Sud, ma è un problema nazionale”. Dietro di esse non si nascondono solo le organizzazioni criminali, come ha ricordato Grasso: “Ci sono diverse categorie sociali che collaborano, a partire dagli imprenditori, che ricevono dai mafiosi un servizio e cioè lo smaltimento illegale dei rifiuti con costi minori rispetto a quelli che dovrebbero sostenere. A questi – ha osservato – si affiancano un nugolo di persone come tecnici di laboratorio, burocrati e ragionieri corrotti”. Grasso ha sottolineato quindi la necessità di una normativa stringente sui reati contro l’ambiente: “Nella scorsa legislatura – ha proposto – c’era un disegno di legge che, tra l’altro, prevedeva anche uno sconto di pena per coloro che riportavano l’ambiente, attraverso una bonifica, alle condizioni in cui era prima che lo deturpassero. Si potrebbe – ha concluso – ripartire da quella proposta”.

Alla manifestazione era presente anche il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, che ha ricordato la pericolosità delle azioni delle ecomafie, sottolineando come “tra le forme di criminalità organizzata siano le più ‘distruttive fisicamente’, perché colpiscono l’ambiente e la salute di tutti noi”. Don Ciotti ha poi ricordato che l’obiettivo non deve essere la legalità: “La legalità deve essere solo lo strumento per raggiungere l’obiettivo vero che è la giustizia, insieme al principio di uguaglianza e di rispetto della Costituzione che devono essere richiamati con forza”.

(tratto da Regione Lazio – Sala Stampa)

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