MARCIANISE. Il turpe mercato illegale e abusivo rispetto al quale l’amministrazione Velardi si è girata dall’altra parte

MARCIANISE. Il turpe mercato illegale e abusivo rispetto al quale l’amministrazione Velardi si è girata dall’altra parte

MARCIANISE(g.g.) La legge, che consente ai comuni di cedere la gestione ai privati di aree pubbliche, aprendo la possibilità a piccoli imprenditori di utilizzarle per promuovere e realizzare delle piccole attività commerciali, è stata largamente applicata in provincia di Caserta. In alcuni casi, anche con buoni risultati. Aree abbandonate e degradate sono state, infatti, curate e bonificate dai privati che in cambio ci hanno insediato giochi, piccoli punti ristoro e via dicendo.

A Marcianise, invece, sono stati capaci di farla diventare una vera e propria speculazione. Inutile tornare sui tanti articoli che abbiamo dedicato al modo con cui l’imprenditore Domenico Tartaglione detto Mimmo ha fatto, dell’area da lui acquisita, una sorta di parco commerciale, impiantando volumetrie che al di la degli espedienti per farli sembrare dei prefabbricati, hanno consentito ad un imprenditore di entrare in pesante concorrenza, naturalmente sleale, in quanto quell’area è stata da lui acquisita gratuitamente e con un modesto onere per manutenerla, con gli altri commercianti della città, che pagano le tasse, e, spesso e volentieri, un canone d’affitto salatissimo.

Antonello Velardi, da sindaco, non ha mai inteso rispondere, in consiglio comunale, alle interrogazioni, più volte presentate dai consiglieri di minoranza. Solito atto di disprezzo, nei confronti delle istituzioni da parte di chi si ritiene, evidentemente, molto più importante delle stesse, e del diritto, vera essenza di democrazia, di chi si oppone ad un governo e ad un’amministrazione, di porre domande anche ficcanti e polemiche.

Un giorno, ci sarà qualcuno che potrà scrivere un libro così intitolato: “La legalità ai tempi di Antonello Velardi“. Mentre chiamava camorristi, drogati, giostrai chiunque si esprimesse in dissenso rispetto a lui, le sue mani rimanevano ben conserte di fronte a tutto ciò che capitava in quest’area che abbiamo deciso di far sorvolare da un drone, in modo che chi ancora ritiene che l’esperienza amministrativa appena terminata sia stata un fatto positivo per la città, possa avere a disposizione, non solo parole, ma immagini oggettive, che superano le parole e le rendono, in pratica, ininfluenti. Sono riprese di due domeniche fa, quindi molto attuali.

Si vede non solo il super chiosco, che a questo punto non si sa nemmeno se sia stato costruito da Tartaglione, ma che viene gestito sicuramente da personaggi di non eccezionale reputazione. Ma quello, cioè l’area-Tartaglione e dintorni che potremmo, a questo punto, definire tranquillamente il parco commerciale dell’illegalità e dunque il disegno plastico, il paradigma di quella che è stata la legalità ai tempi di Velardi, contiene anche di peggio: un vero e proprio mercato insediato in uno spazio che il piano regolatore generale, ancora in vigore, assegna esclusivamente ad uso parcheggi. E invece, altro che parcheggio: la domenica arrivano le bancarelle di un mercato abusivo, i cui operatori non pagano un euro di Tosap. E se proprio scuciono dei quattrini, pagano, a quanto pare, soggetti estranei, all’amministrazione comunale, insomma una sorta diufficio riscossioni” parallelo.

Per tutta la giornata fanno, indisturbati, con i vigili urbani che transitano tranquillamente e gai come la gallina coccodè di Lucio Battisti, i loro affari e gli affari loro.

Insomma, una roba molto simile a ciò che è successo, per anni e anni, con il mercato abusivo per antonomasia, cioè quello insediato illegalmente in un’area agricola, al confine tra i comuni di Casagiove e Recale, oggi non più operante, dopo le denunce e le inchieste giornalistiche di Striscia la Notizia e di CasertaCe.

E anche su questo bisognerebbe ragionare: qual è la località, la città, che coloro i quali delinquono in questo settore, considerano accogliente e adatta oggi, nel tempo presente, a realizzare le proprie attività criminali o para criminali? Naturalmente, Marcianise dove questi soggetti hanno trovato, negli ultimi 3 anni e mezzo, terreno fertilissimo. E badate bene, quello che stiamo scrivendo, può essere contestato solo con documenti che non esistono.

Ripartiamo da Domenico Tartaglione detto Mimmo: il privato, utilizzando la legge sull’adozione degli spazi, poteva costruire tutto quello che ha costruito, poteva mettere in piedi tutte le abnormi volumetrie commerciali che ha messo in piedi? Da anni poniamo questa domanda e da anni non ci viene risposto. Quali sono i documenti, gli atti amministrativi che consentono all’imprenditore di fare quello che ha fatto?

Seconda domanda, all’ex sindaco Velardi, che ancora oggi sostiene di essere, a chiacchiere, uno che difende la legalità: quel chiosco grande che si vede nelle immagini riprese dal drone, quando è nato? Com’è nato? Chi lo gestisce?

Terza domanda: in un’area destinata esclusivamente a parcheggi, può, senza colpo ferire, senza alcuna autorizzazione, senza alcun procedimento amministrativo che ne renda possibile la realizzazione, nascere un mercato per la vendita abusiva di merce al dettaglio totalmente scollegato dagli obblighi urbanistici, fiscali e chissà che altro ancora?

Il neo commissario prefettizio Michele Lastella è chiamato a realizzare immediatamente un’analisi approfondita, un’istruttoria amministrativa che colleghi tutto ciò che è capitato in un’area di proprietà del comune, a ciò che la legge consente di fare. L’appello va formulato a lui e all’ex sindaco di Cesa Vincenzo De Angelis, chiamato ad una prima verifica importante sul suo lavoro e sulla sua discutibilissima nomina, quella di un ex primo cittadino di un comune distante 20 km da Marcianise, divenuto sub-commissario regnante.

Noi non ci fermeremo fino a quando non verrà fatta luce su quest’altra turpe vicenda, dentro alla quale la legge viene violata, calpestata da anni. Marcianise, ovvero il degrado morale e culturale infinito.

21 Ottobre 2019

fonte:https://casertace.net

 

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