Marchini :” Molti cittadini complici di Mafia Capitale”. Il problema dei problemi:é proprio una parte significativa della gente in Italia che é mafiosa.E ,chiaramente,questa parte vota i mafiosi !!!!!!!!!!

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Il candidato sindaco indipendente torna sul malaffare di Roma e parla di un’abitudine clientelare: “Non si può spiegare come un sistema che porta a chiudere una strada per buche possa ancora avere consenso”

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Alfio Marchini, candidato sindaco di Roma

È un Alfio Marchini shock quello che arriva ad affermare che a Roma una buona fetta di cittadini sarebbe in qualche modo coinvolta con il sistema che ha portato allo svilupparsi della cosiddetta Mafia Capitale. Il candidato sindaco con una sua lista indipendente afferma che quello “che è uscito su Mafia Capitale è la punta di un iceberg, il malaffare a Roma è infinitamente più grande”. Secondo Marchini, altrimenti, non si potrebbe “spiegare come un sistema che porta a chiudere una strada per buche possa ancora avere consenso. È sicuramente fondamentale – aggiunge l’ex consigliere capitolino e candidato sindaco anche alle Amministrative del 2013 – andare su un piano rigoroso e trasparente. Oggi a Roma non conviene essere onesti, come spesso avviene in Italia”.

“Un blocco clientelare di 300mila voti”. Anche nei giorni scorsi l’ingegnere aveva in qualche modo tirato in ballo una parte della popolazione capitolina parlando di un “blocco clientelare di 300mila voti spartiti tra sinistra e destra, dati da coloro che traggono beneficio da questo sfacelo”. Un blocco che per Marchini deve essere “disarticolato”. Perché “non è immaginabile che ci sia ancora qualcuno che, dopo lo scempio di destra e sinistra che di giorno facevano finta di litigare e di notte si spartivano tutto, voglia dare di nuovo fiducia a chi ha tradito ogni promessa possibile immaginabile”.

“Promesse che non possono essere mantenute”. “Questo sistema clientelare non può più andare avanti”, dichiara ancora Marchini. “Anche i vecchi partiti non sono più in grado di garantire i privilegi che hanno garantito per 20 anni. I romani devono capire che è giunto il momento di riprendersi il proprio futuro in mano. Bisogna dire a chi non vota di andare a votare e a chi va a votare per il proprio interesse bisogna dire che coloro i quali gli promettono tantissime cose oggi non sono più in grado di mantenere quelle promesse”, conclude l’ingegnere.

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