. Mallardo, Contini, Polverino, Casalesi: così la camorra si espande in Italia

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Mallardo, Contini, Polverino, Casalesi: così la camorra si espande in Italia

di REDAZIONE

NAPOLI. Al pari di quanto riscontrato in altre Regioni, nell’operare fuori la Campania, i clan sembrano aver abbandonato le azioni di forza e i contrasti interni, privilegiando, invece, un modus operandi che li vede protagonisti. Nel Lazio la presenza dei sodalizi campani appare oramai consolidata, come testimoniano i diversi provvedimenti giudiziari che hanno riguardato clan originari delle province di Caserta, Napoli e Avellino.
Con particolare riferimento alle attività concluse nel semestre, il 7 gennaio 2016 sono stati sottoposti a sequestro i beni nella disponibilità, sulla Capitale, di un pluripregiudicato napoletano collegato alla famiglia Pagnozzi, originaria di Ponticelli e Avellino,da anni trasferitasi a sud-est di Roma. Nello stesso mese, l’operazione “Passion fruit” ha condotto all’individuazione di un sodalizio capeggiato da componenti della famiglia Moccia, originari di Afragola, stanziati da tempo a Roma,dove avevano costituito diverse società, intestate a prestanome, fi-nalizzate a compiere una serie di attività illecite nel comparto agroalimentare.
Da segnalare, ancora, l’importante confisca del mese di aprile, disposta dal Tribunale di Latina, del patrimonio di circa 25 milioni di euro nella disponibilità di prestanome della famiglia Mallardo di Giugliano,residenti a Formia. Così come da ricordare le ultime inchieste con-tro il clan Contini e il riciclaggio di denro sporco in decine di ristoranti della Capitale. Da anni in Veneto si segnalano presenze di gruppi camorristici casertani, in particolare del clan dei Casalesi e del capoluogo campano. Con riferimento al semestre,appare rilevante l’arresto, avvenuto a Chioggia nel mese di mar-zo, del capo del gruppo napoletano Cimmino: il pregiudicato si era reso latitante dopo che la Cassa-zione, a febbraio 2016, aveva ri-pristinato il provvedimento cautelare a suo carico. Lerisultanze investigative del semestre confermano come la Lombardia risulti un’area di interesse criminale per diversi gruppi originari delle province di Napoli e Caserta, dediti per lo più ad atti-vità di reinvestimento di capitaliilleciti.
L’Emilia Romagna è stata segnata, negli ultimi anni, da una significativa presenza di gruppi camorristici, soprattutto nel modenese e nell’area romagnola, conpropaggini anche su alcuni co-muni del bolognese. La presenzadi soggetti legati ai Casalesi è stata riscontrata nelle province di Ferrara, Modena, Ravenna, ReggioEmilia, Rimini e Parma. A Forlì-Cesena, sarebbero opera-tivi soggetti legati ai clan napoletani Nuvoletta e Acerra, mentre aRimini, oltre alla menzionata pre-senza di esponenti dei Casalesi, risultano elementi legati ai clan na-poletani Vallefuoco, Stolder e D’Alessandro. Con l’operazione“Idra”, ad esempio, nella quale sono risultati coinvolti alcuni sog-getti legati alla famiglia Nuvoletta di Marano, è stata fatta luce su-gli interessi dell’organizzazionenell’area romagnola. Il sodalizio ruotava attorno ad unpersonaggio di origini campane,domiciliato in Romagna, che fun-geva da fulcro per una serie di attività illecite (riciclaggio, estor-sione, trasferimento fraudolento

26/02/2017

fonte:www.internapoli.it

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