Malgrado la gravità della situazione esistente nella Capitale, c’è chi continua a parlare di… “rischio di infiltrazioni mafiose”. Si vergogni! Roma proprio per colpa di chi minimizza e nega è nella morsa di tutte le mafie nazionali e straniere. Interi quartieri sono stati comprati, oltre a negozi, ristoranti, bar, alberghi, varie altre attività economiche ecc. Facciamo appello ai romani onesti perché ci aiutino a scoprire e denunciare i mafiosi ed i loro alleati

Una mappa del rischio criminalità a Roma e nel Lazio. Il rapporto, messo a punto dall’Osservatorio regionale per la Legalità, tiene conto dell’arco temporale 2006-2010. Nella Capitale le mafie investono “in particolare nel settore dell’edilizia, delle società finanziarie, del commercio, della ristorazione, dell’abbigliamento, dello smaltimento dei rifiuti, delle concessionarie di auto”. In calo anche i furti e le rapine, ma aumentano le violenze sessuali

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Una mappa del rischio criminalità a Roma e nel Lazio. Il rapporto, messo a punto dall’Osservatorio regionale per la Legalità della Regione Lazio, tiene conto dell’arco temporale 2006-2010 ed è stato presentato oggi dalla presidente alla Pisana Renata Polverini, l’assessore regionale ai Rapporti con gli Enti Locali e Politiche per la sicurezza, Giuseppe Cangemi, e dal presidente dell’Osservatorio Rosario Vitarelli.

“Si tratta di un lavoro complesso e dettagliato, unico nel panorama nazionale – ha detto Polverini – che prende in considerazione le cinque province del territorio laziale, riportando i dati su ciascuno dei 378 Comuni del Lazio”. Uno strumento utile per le amministrazioni locali perché “efficace a comprendere meglio la propria realtà” e di conseguenza per “arginare situazioni di degrado sociale, culturale e urbano che costituiscono l’humus entro cui prolifica la piaga dell’illegalità”.

L’‘indice di delittuosità’ o ‘tasso di criminalità’ calcolato dall’Osservatorio è il frutto del rapporto fra il numero dei delitti e l’ammontare della popolazione media degli abitanti. Tutto sulla base delle denunce.

L’ammontare dei reati denunciati ogni anno nelle singole province del Lazio “si attesta attorno a valori che non denotano particolari fluttuazioni nell’ultimo quinquennio, fatto salvo il caso della provincia di Roma” dove c’è, dal 2006 al 2010, “un rilevante calo (di circa il 14%) degli atti criminosi” che mostrano “tuttavia un recupero nell’ultimo anno, complice la crisi economica che alimenta tensioni che sfociano in gravi episodi di violenza”. “Degno di nota è inoltre l’incremento delle denunce di reato nella Provincia di Latina che rispetto al 2006, nel 2010 ha avuto un aumento del 10%”, si legge nel rapporto.

Mafie. “Rimane elevato il rischio di infiltrazioni nel Lazio, e soprattutto a Roma “in particolare nel settore dell’edilizia, delle società finanziarie, del commercio, della ristorazione, dell’abbigliamento, dello smaltimento dei rifiuti, delle concessionarie di auto”, spiega l’Osservatorio. Tutto farebbe pensare che ci sia “un progressivo spostamento delle pratiche e degli interessi mafiosi ben oltre i confini del Mezzogiorno, con un coinvolgimento diretto anche del Lazio e di altre regioni del centro-nord Italia”.

Gli omicidi. Per i delitti contro la persona c’è nel Lazio un calo degli omicidi volontari: dal 2006 al 2010 si passa da 0,09 omicidi per 10mila abitanti allo 0,06. Un dato che comunque sarà nel 2011 diverso visto che “da gennaio a giugno del 2011” ci sono stati 20 omicidi in provincia di Roma. Questa serie di eventi criminosi si colloca, per lo più, nel quadro di lotte tra bande locali per l’egemonia dello spaccio di droga, conflitti tra pregiudicati di scarso profilo criminale e, in taluni casi, episodi di violenza intrafamiliare”, è scritto nel rapporto.

Furti, rapine, droga e violenze sessuali. In calo anche i furti e le rapine “che dal picco del 2007 con 5.552 segnalazioni scendono a 3.450 denunce nel 2010”. Così come diminuiscono le denunce per traffico di sostanze stupefacenti (nel 2010 c’è stata una diminuzione del 51% del quantitativo di droga sequestrata rispetto al 2009). Nel 2010 è stato sequestrato, nel Lazio, il 18,73% della cocaina sequestrata a livello nazionale, l’1,81% dell’eroina, il 3,18% dell’hashish, il 6,93% della marijuana e il 3,1% delle droghe sintetiche. In aumento i danneggiamenti. Aumentano anche le violenze sessuali “per la maggiora parte dei casi si tratta di violenza consumata tra le mura domestiche”, conclude Vitarelli.

Carmen Vogani
(Tratto da Paese Sera)
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