Malgrado gli spot,gli annunci,le dichiarazioni trionfalistiche e i comunicati del Ministero dell’Interno e del suo V.Ministro Bubbico,non finisce mai il calvario dei Testimoni di Giustizia.Il “caso” emblematico di Salvatore Barbagallo, di Vibo Valentia ,un ex imprenditore che ha denunciato i Mancuso

C’é un’evidente,sempre più sfacciata,idiosincrasia  fra  le realtà  rappresentateci  con le dichiarazioni alla stampa  sulla sorte dei Testimoni di Giustizia  e sul trattamento loro  riservato e  quelle reali.
Grovigli burocratici ,carenze legislative,interpretazioni della legge ,inadeguatezza dei Servizi,quello Centrale e dei NOP,impreparazione del personale operante sui territori,insufficienza delle risorse  e dei mezzi,rappresentano  il sottofondo di una realtà effettiva che non viene  resa pubblica  e che solo chi vive questo dramma sulla propria pelle  conosce bene.
Non  si giustifica altrimenti il fatto che  da anni,malgrado gli appelli lanciati  dal Ministero dell’Interno attraverso i media a denunciare,il numero dei Testimoni di Giustizia in Italia non si schioda da quota 83.
Nessuno vuole denunciare più perché tutti sanno che il calvario cui andrebbe  incontro é lungo e doloroso.
Ancora una volta  mafiosi ed estorsori trovano,così, campo libero. Incontrastati ed impuniti.
Per la doppiezza di uno Stato,un Giano bifronte,che,mentre da una parte dichiara di voler combattere le mafie,in effetti non crea le condizioni per combatterle efficacemente.
I Testimoni di Giustizia,che in altri Paesi civili e democratici,vengono chiamati “Testimoni di Stato” per attestare il grande valore del servizio che essi rendono all’intera comunità,in Italia vengono trattati a pesci in faccia.
Nell’indifferenza ,spesso,di quell’”antimafia” pelosa,parolaia ,interessata  e politicizzata,che tutto fa fuorché ribellarsi e difendere questa nobile categoria  di persone oneste e coraggiose. Quell’”antimafia” ed antiracket ,un binomio  spesso inscindibile, dei quali  non raramente leggiamo  come soggetti autori  di comportamenti  ed  episodi riprovevoli affatto compatibili con le finalità dichiarate.
Quando noi dell’Associazione Caponnetto  gridiamo,anche in forma ossessiva,che la  VERA  antimafia  DEVE fare la lotta alle mafie e basta, con la DENUNCIA ,nomi ed cognomi e non con le chiacchiere ,aiutando la Magistratura inquirente e,soprattutto, gratuitamente,in quanto volontariato,e non gestendo soldi e beni  e fruendo  di benefici e privilegi di qualsiasi natura!!!!!
Soldi , beni  e privilegi all’”antimafia” significano  soggezione  al “Potere” ed al “sistema” responsabili dell’attuale situazione. Quei “ Potere e “sistema” rappresentati da rappresentanti  di uno Stato che é diverso dallo Stato nel quale crediamo e per il quale ci battiamo,che é lo Stato del Diritto e della Costituzione  che ci hanno lasciato i nostri genitori  e che le varie mafie e le varie consorterie criminali e massoniche  stanno abbattendo giorno dopo giorno,sempre di più.
Da qui ,il calvario di coloro che sacrificano tutto,benessere,famiglia  e serenità,per schierarsi contro i mafiosi ed a favore della Giustizia e dello Stato di diritto,il vero Stato.
Abbiamo fatto cenno al caso emblematico  di Salvatore Barbagallo di Vibo Valentia,ma ne potremmo citare altri ancora.
Salvatore Barbagallo  é un ex imprenditore che ha denunciato i Mancuso in quanto é rimasto vittima di angherie e altre violenze.
Oggi é ridotto,con la sua famiglia,all’indigenza,alla  miseria ,costretto ad elemosinare  un pasto dalla Caritas  e con la sua casa messa all’asta  e con il pericolo  di vederla assegnata  a qualcuno di coloro che egli ha denunciato.
Il danno che si accompagna alla beffa.
Ma non é finita qua perché anche a livello della “ protezione” che dovrebbe essergli assicurata per legge ( quando noi parliamo delle chiacchiere,degli spot  e degli appelli  del Ministero degli Interni !!!!) egli  viene lasciato in pasto  a coloro che egli  ha denunciato. Ad una vigilanza sporadica  che  gli é stata riconosciuta con una gazzella o una gazzella che di tanto in tanto –molto di tanto in tanto – passano sotto la sua abitazione isolata,si é aggiunto da poco tempo il diniego da parte della Questura di Vibo Valentia  di accompagnarlo scortato perfino quando viene chiamato dal Tribunale  a testimoniare nei processi nati dalle sue denunce.
Non resta ,a questo punto,  che gridare una sola parola :     ORRORE !!!!!!!!!
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