Malagrotta: lettera aperta al Sindaco di Roma

LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA, GIANNI ALEMANNO

 

Onorevole Sindaco,

ci rivolgiamo direttamente a Lei data l’ importanza che deve avere una corretta impostazione della questione strategica dei rifiuti soprattutto in questa fase della storia della Città e data anche la Sua personale conoscenza della situazione di Malagrotta, quest’area d’importanza centrale per l’intero sistema rifiuti della capitale.

Il 12 agosto abbiamo avuto un incontro con il prof. Paolo Togni, il neo capo dipartimento all’ Assessorato all’ Ambiente del Comune. L’incontro, completamente privo di contenuti e deludente, è stato inoltre turbato da un’estemporanea e folkloristica “presentazione” da parte sua di una scatoletta trasparente contenente un granulato metallico-minerale nero, sulla quale c’ era una targhetta con la scritta “Gassificatore di Malagrotta – Scorie prodotte il 4 agosto 2008”.

Di fronte al nostro stupore e costernazione per questa “improvvisata” non accompagnata da alcun riferimento autorizzativo in merito all’entrata in funzione dell’ impianto, né da parte della Regione (ivi compreso l’ ex Commissariato all’ emergenza rifiuti), né della Provincia, né dello stesso Comune, e di fronte alle nostre vane richieste di immediati chiarimenti normativi e operativi, abbiamo espresso tutto il dissenso possibile e vivissima preoccupazione. Qual è il significato di simili comportamenti da parte di un dirigente dell’ amministrazione ? Invece di spiegare le cose ai cittadini e mostrare autorizzazioni di legge e documenti, si esibiscono ormai soltanto scatolette contenenti scorie di combustione ?

Eppure, come Lei sa perfettamente, Signor Sindaco, la legge regola in maniera precisa sia la fase sperimentale, sia la fase di entrata a regime degli impianti di combustione ed i limiti massimi consentiti delle loro emissioni in atmosfera. Ora, non si comprende come il prof. Togni non avesse copia di nessuna comunicazione in proposito, né fosse in grado di anticiparci se l’ attività dell’ impianto e la produzione di scorie continuerà o meno, e quali test saranno effettuati durante il mese di agosto, un mese che nella “tradizione di Malagrotta” è tristemente noto da sempre come il periodo delle peggiori “sorprese”.

Ma anche a prescindere totalmente da tutto ciò che si possa pensare sulla centrale di gassificazione di Malagrotta, in positivo o in negativo, e tenuto conto invece della sua collocazione in un’area ufficialmente classificata a rischio di incidente rilevante – un fattore di grande perplessità, ripetutamente espressa dallo stesso Comune di Roma (X° Dipartimento- Servizio VIA) fin dal 2003 e 2004 – il problema che si pone ora in maniera stringente è quello dei controlli ambientali.

Questi controlli semplicemente non esistono, Signor Sindaco, nè per tutta l’area di Malagrotta- Valle Galeria, nè specificamente per il gassificatore. Si tratta in realtà di un problema di sicurezza ambientale ed ecologica estremamente sentito, primario e fondamentale, e rispetto al quale le autorità hanno una responsabilità legale ed etica di fronte ai cittadini ed agli elettori. Dobbiamo ricordare sempre, infatti, che l’ inceneritore di Ponte Malnome (Malagrotta) fu chiuso nel 1985 dopo vent’ anni di attività per superamento dei limiti nelle emissioni dal Tribunale di Roma (v. allegato “Small area study of mortality among people living near multiple sources of pollution”).

E’ necessario, perciò, che i controlli delle emissioni gassose, liquide e solide dell’ impianto vengano installati e monitorati, oltre naturalmente ai controlli dovuti degli enti pubblici su tutta l’area degradata e inquinata. Ciò è soprattutto urgente nelle fasi di accensione dell’ impianto, come è ben noto, in quanto è durante tali fasi estremamente delicate che si verificano gli sforamenti di diossine di gran lunga più importanti in assenza di un monitoraggio puntuale e continuo. L’autorizzazione all’ esercizio deve essere subordinata a questo.

Del resto, lo stesso proprietario del gassificatore e della discarica, il presidente del COLARI, avv. Manlio Cerroni, aveva dichiarato nella lettera (allegata) inviata al nostro amico ambientalista americano, il prof. Paul Connett del Dip. di Chimica dell’ università di Canton, New York, quanto segue :

“Siamo pienamente d’ accordo sul fatto che i cittadini debbano avere la possibilità di verificare in ogni momento che le promesse fatte prima di costruire siano mantenute. Siamo assolutamente a disposizione per valutare qualsiasi iniziativa in tal senso compresa l’ installazione a Malagrotta del sistema di analisi in continuo “AMESA” per le diossine da Lei proposto”.

Concordiamo al cento per cento con questa affermazione di Manlio Cerroni.

D’altra parte, a differenza dell’ incontro con il prof. Togni, una fitta serie di incontri ha avuto luogo negli ultimi due mesi con esito nettamente positivo.

Dopo la pausa elettorale, infatti, la Rete Regionale Rifiuti del Lazio e i Comitati territoriali che ne fanno parte della Rete , hanno ravvisato l’esigenza di rilanciare a tutto campo con le istituzioni il confronto sulle politiche di minimizzazione dei rifiuti e i processi di gestione degli stessi caratterizzati, da una parte, dalla raccolta differenziata spinta, e dall’ altra, dalla situazione critica di Malagrotta.

Una serie di incontri ha avuto luogo con gli Assessori della Provincia, Michele Civita, 4 luglio e 4 agosto, e del Campidoglio, Fabio De Lillo, 3 luglio e 5 agosto, e inoltre – su iniziativa del Comitato Malagrotta – con i due Presidenti delle Commissioni Ambiente, Andrea De Priamo del Comune, 9 luglio, e Alberto Filisio della Provincia, 11 luglio. Temi portanti degli incontri la continuità delle iniziative di sensibilizzazione per la raccolta differenziata e lo stato dell’arte della differenziata a Roma e nei Comuni che hanno aderito al finanziamento del Porta a Porta domiciliarizzato, e inoltre la spinosa questione del gassificatore di Malagrotta.

Quest’ultima situazione è stata oggetto di particolare attenzione in quanto, prima dell’ autorizzazione all’ esercizio dell’ impianto, e durante la fase sperimentale, essa richiede, per comune e ragionevole riconoscimento, la definizione di un Protocollo fra Società di gestione, Provincia, ARPA, e Comune allo scopo di monitorare e trasmettere in continuo i dati di analisi delle emissioni del gassificatore. Al di là di questa esigenza puntuale, è riconosciuta necessaria l’istituzione di un Tavolo di consultazione permanente – peraltro già approvato all’unanimità in un emendamento del Consiglio del XVI Municipio – che preveda anche la partecipazione della RRR-Lazio e di esperti indipendenti per affrontare i problemi dello smaltimento delle scorie del gassificatore, la gestione del percolato, la gestione “post mortem” della discarica, la chiusura definitiva della discarica dei rifiuti “tal quali”, la bonifica , i monitoraggi di aria, acque superficiali e sotterranee , suolo.

Un altro incontro molto importante ha avuto luogo il 5 agosto, su iniziativa del Comitato Pisana 64, con il Prefetto di Roma, dottor Carlo Mosca, e con i dirigenti responsabili della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Un promemoria riassuntivo dei punti più urgenti di azione necessaria è stato inviato al Prefetto su sua richiesta.

Con i più cordiali e deferenti saluti,

Sergio Apollonio

Comitato Malagrotta

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