Maggiore coordinamento fra le DDA di Roma e di Napoli per evitare zone franche di confine come il Sud Pontino. Le proposte della Caponnetto all’Assemblea del 16 maggio

Si ritiene indispensabile sollecitare un maggiore e più proficuo coordinamento delle DDA di Roma e di Napoli e dei rispettivi organismi investigativi. E’ partita da questa proposta la relazione di Elvio Di Cesare, segretario nazionale dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, in apertura dell’Assemblea generale degli iscritti che si è tenuta ieri mattina a Formia. Una più efficiente sinergia fra le due Direzioni, dunque, per prevenire eventuali corti circuiti nelle indagini che porterebbero – come sembra si stia verificando nel Basso Lazio, zona a confine fra Lazio e Campania – alla creazione di “zone franche”, dove mafie e malaffare potrebbero farla da padrone assolute nella vita economica e perfino in quella politica o istituzionale.

A questa forte proposta è collegata l’iniziativa della Caponnetto, che questa settimana illustrerà a Roma in sede parlamentare un piano di interventi specifici elaborati dal suo Ufficio Studi.

Nel documento spicca la proposta di un più ampio coinvolgimento delle Direzioni Distrettuali Antimafia nei meccanismi di prevenzione antimafia finora affidati alle Prefetture, più volte mostratesi su tale fronte distratte ed omissive.

Altri temi approvati dall’Assemblea sono le nuove costituzioni di parte civile dell’Associazione nei processi contro la camorra e le prime anticipazioni sul convegno che si terrà in autunno a Giugliano (NA). L’incontro verterà sul tema dell’interramento criminale di rifiuti tossici e sulle responsabilità politico-istituzionali connesse a tale grave fenomeno.

 

 

Roma, 17 maggio 2015           

                                    

 

Associazione Antimafia Caponnetto

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