Mafioso sì, ma con le attenuanti. E’ successo a Catania

Mafioso sì, ma con le attenuanti.

Il Tribunale di Catania ha condannato il re dei supermercati Despar, Sebastiano Scuto, alla pena di 4 anni e 8 mesi per associazione mafiosa.

E fin qui, mitezza della pena a parte, tutto normale.

A leggere però il dispositivo della sentenza, si scopre che i giudici hanno concesso a Scuto le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, una roba che anche a memoria di avvocati suona inusuale.

Inoltre il Tribunale ha disposto la confisca del solo 15% delle società dell’imprenditore.

La Procura generale, secondo la quale Scuto avrebbe finanziato continuativamente la sanguinaria famiglia mafiosa dei Laudani di San Giovanni La Punta, aveva chiesto la pena di 12 anni e la confisca di tutti i suoi beni.

In attesa delle motivazioni, tra i pochi dati certi, c’è che a questa sentenza non si sarebbe mai giunti se il GIP di Catania, dieci anni fa, non avesse respinto la richiesta di archiviazione avanzata da tre PM catanesi, che ritenevano Scuto una semplice vittima di estorsioni.

Fu proprio la Procura Generale ad avocare il procedimento per “inerzia e mala gestione” dei tre PM e a chiedere e ottenere l’arresto di Scuto”.

Fin qui “Il Fatto quotidiano”.

Ed ora una brevissima annotazione nostra:  il CSM non ha nulla da dire sul giudizio della Procura Generale sui tre PM?

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